Nei giorni successivi al 24 marzo 2026 si è acceso il dibattito su un presunto disservizio legato alla mensa scolastica, tra segnalazioni diffuse sui social e comunicazioni ufficiali. Una ricostruzione che, secondo l’amministrazione comunale di Ardea, risulterebbe in parte fuorviante. “L’episodio avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di confronto per comprendere le criticità dell’appalto – viene spiegato – ma è stato invece utilizzato in maniera caotica dall’opposizione e da consiglieri comunali non informati sui fatti, con il rischio di esasperare gli animi e incentivare dissapori tra genitori e istituzioni”. Una dinamica che, viene sottolineato, avrebbe fatto passare in secondo piano la priorità principale: “tutelare i bambini, non le bandiere politiche”. La vicenda ha avuto origine da una segnalazione ufficiale del Dirigente scolastico dell’istituto Ardea 2. Il Comune ha quindi prontamente rappresentato il caso alla ditta incaricata del servizio, chiedendo chiarimenti. Su indicazione dell’Assessorato è stata poi convocata una riunione con tutti i soggetti coinvolti: Dirigente scolastico, Vice dirigente, Sindaco, assessore ai Servizi Sociali Francesca La Pietra, ditta appaltatrice e Ufficio dei Servizi Sociali. Dall’incontro, supportato da documentazione ufficiale, è emerso un punto centrale: “Non sono stati negati pasti ai morosi”.
Il problema, come spiegato dall’assessore ai Servizi Sociali Francesca La Pietra, sarebbe nato da una discrepanza nei numeri dei pasti richiesti e quelli effettivamente necessari. “Diversi genitori non avevano mai provveduto a iscrivere i propri figli al servizio mensa, pur mandandoli a scuola a tempo pieno”, viene chiarito. Inoltre, “alcuni alunni risultavano assenti sull’applicativo della mensa ma erano invece presenti e usufruivano del pasto”. Questa situazione ha portato la ditta a trovarsi con “un numero difforme tra le presenze indicate e quelle reali”. Per evitare il ripetersi di tali criticità, il Comune ha inviato una comunicazione agli istituti scolastici chiedendo la collaborazione nell’invio quotidiano delle presenze effettive. L’obiettivo è consentire alla ditta di preparare il numero corretto di pasti anche in caso di errori o omissioni da parte delle famiglie. “Ci tengo a chiarire, a nome dell’Amministrazione, che nessun bambino è stato penalizzato per la morosità dei genitori”, ha dichiarato l’assessore Francesca La Pietra, definendo “pretestuose” alcune accuse circolate nei giorni scorsi. Infine, l’invito rivolto ai genitori è a una maggiore attenzione: aggiornare correttamente le presenze sull’applicativo, completare le iscrizioni al servizio e regolarizzare eventuali morosità. “L’amministrazione – conclude l’assessore – continuerà a monitorare lo svolgimento del servizio, in collaborazione con le commissioni mense e gli istituti scolastici, a tutela dei bambini”.


