Giovedì pomeriggio, un foyer del teatro “Gabriele D’Annunzio” molto gremito ha ospitato uno degli eventi culturali più importanti di Latina: la prima presentazione nazionale del volume di opere scelte di Antonio Pennacchi inserito nella collana “I Meridiani” di Mondadori. Un incontro fortemente voluto dalla famiglia dello scrittore e anche dall’amministrazione, in primis dal sindaco Matilde Celentano, presente all’evento, moderato da Maria Antonietta Garullo. Oltre alla prima cittadina e a moglie e figli dello scrittore pontino, tra il pubblico anche rappresentanti delle forze dell’ordine, gli amici, i membri dell’associazione “Amici di Antonio Pennacchi”, rappresentanti comunali, gli attori Clemente Pernarella e MelaniaMaccaferri e tanti altri. A quasi cinque anni dalla scomparsa, Antonio Pennacchi, che da sempre ha raccontato le vicende della sua città, entra a far parte del panorama degli scrittori immortali, proprio grazie a quelle storie che non si limitano a essere storie locali, ma danno una traccia nitida del Novecento italiano. Proprio il Sindaco Celentano ha aperto il dibattito su Antonio Pennacchi raccontando dapprima, con emozione, episodi personali di quando lei era la fisiatra e lui paziente, della lungimiranza e testardaggine che lo contraddistinguevano. «Antonio ha compiuto un’impresa impossibile: entrare ne I Meridiani Mondadori. Un’impresa che dà lustro alla nostra comunità», ha commentato Matilde Celentano, definendo l’ingresso nella prestigiosa collana come «Un grande regalo per Latina».
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Proprio il senso di comunità è stato il centro dell’intervento di Gianni Pennacchi, il figlio di Antonio, che ha raccontato un simpatico – e al contempo esplicativo – aneddoto risalente ai tempi del PremioStrega per “CanaleMussolini”. Uno sconosciuto, riconosciuto suo padre passeggiare, accostò la macchina solo per urlare «Grande Antonio, grazie, avemo vinto lo Strega», per poi ripartire. Quel tempo verbale alla prima persona plurale, per Gianni Pennacchi, racchiude tutto il senso dell’opera del genitore: un lavoro per la comunità, per una collettività che si è sentita riscattata di un qualcosa attraverso le parole di Pennacchi. Per questo, incalza Gianni «Se volete, sentitevi parte della famiglia di Antonio Pennacchi». L’incontro è proseguito con l’intervento di Roberto Cerisano, presidente dell’associazione “Amici di Antonio Pennacchi”, nata due anni fa con l’intento di mantenere vive la memoria e le storie dello scrittore latinense. È intervenuto anche Graziano Lanzidei, direttore scientifico dell’associazione che ha letto un racconto inedito scritto da Pennacchi sul forum dell’Anonima Scrittori e che spiega, ancora di più, quel senso di comunità già citato e così sentito. Contributi molto più filosofici e con un occhio volto alla critica letteraria sono stati quelli del curatore del volume Giuseppe Iannaccone, del giornalista e autore Rai Luciano Lanna e dell’editor Antonio Franchini, che ha lasciato anche una sua testimonianza scritta all’interno del volume. Anche Lorenzo Pavolini, scrittore e collaboratore di Rai Radio 3, ha portato una testimonianza personale dell’autore, regalando una sintesi perfetta dell’intero pomeriggio «Antonio Pennacchi è diventato un classico». Ha inviato un videomessaggio, invece, AliceUrciuolo, scrittrice e sceneggiatrice della provincia di Latina. Il Meridiano di Antonio Pennacchi raccoglie quattro romanzi – “Mammut”, “Palude”, “Ilfasciocomunista” e “CanaleMussolini” – e due racconti – “Marco” e “Manara” – ed è già disponibile in libreria.




