“No alla guerra”. Con parole nette, il premier spagnolo Pedro Sánchez replica alle accuse del presidente Usa Donald Trump, che aveva puntato il dito contro Madrid per il rifiuto di concedere l’uso delle basi militari in Andalusia nell’ambito dell’operazione contro Iran. Intervenendo in un discorso pubblico, Sánchez ha definito l’intervento “un disastro” e ha rivendicato una posizione che, a suo dire, accomuna “molti governi e milioni di cittadini in Europa, Nord America e Medio Oriente, stanchi di nuove guerre e di ulteriore incertezza”. Poi l’affondo: “Non saremo complici per paura di rappresaglie”. La risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere. Durante un punto stampa accanto al cancelliere tedesco, Trump ha alternato elogi e critiche agli alleati europei, tracciando una linea tra chi ha sostenuto apertamente l’operazione militare e chi, invece, si è tirato indietro. Tra i “promossi” la Germania e il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Tra i bersagli, oltre alla Spagna, anche il Regno Unito con una stoccata al premier Keir Starmer. Davanti ai giornalisti, Trump ha quindi annunciato la sospensione degli scambi commerciali con Madrid, accusando il governo spagnolo di essersi comportato “in modo terribile” non solo per il diniego sulle basi militari, ma anche per l’opposizione all’aumento delle spese per la difesa in ambito Nato.
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Bruxelles: “Solidarietà a Madrid, pronti a intervenire”
Alla minaccia di ritorsioni commerciali ha risposto la Commissione europea, che ha espresso “piena solidarietà” alla Spagna e a tutti gli Stati membri. Il vice portavoce capo dell’esecutivo Ue, Olof Gill, ha sottolineato come le relazioni commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti siano “profondamente integrate e reciprocamente vantaggiose”. Bruxelles ha ricordato l’esistenza di un accordo commerciale concluso lo scorso anno e ha invitato Washington a rispettare gli impegni presi. “Siamo pronti ad agire, se necessario, per tutelare gli interessi dell’Unione”, è il messaggio, con l’obiettivo dichiarato di preservare rapporti transatlantici stabili e prevedibili anche in una fase di forte tensione internazionale. Lo scontro tra Washington e Madrid, dunque, non si limita al piano militare ma rischia di allargarsi al terreno economico, mettendo alla prova gli equilibri tra Stati Uniti e Unione Europea in uno scenario globale sempre più fragile.
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