Come riportato da numerosi organi di informazione, sale a 95 vittime il bilancio della grave alluvione che ha colpito l’area al confine tra Nepal e Tibet. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, mentre resta alto il numero delle persone ancora irreperibili. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, tra i dispersi figurano anche numerosi cittadini stranieri.
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La piena improvvisa ha interessato in particolare il distretto nepalese di Rasuwa, provocando ingenti danni e travolgendo infrastrutture e aree di lavoro.
Tra le ipotesi esaminate dagli esperti c’è quella di una valanga di ghiaccio, che potrebbe aver creato uno sbarramento temporaneo lungo il fiume Lhende, causando successivamente una violenta ondata di piena nel Bhote Koshi. Non viene esclusa neppure la possibile rottura di un lago glaciale.
Sul fronte italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che i due connazionali coinvolti risultano in buone condizioni e sono assistiti dalla rete diplomatica italiana. Al momento non risultano altri connazionali coinvolti. La Farnesina, insieme all’Unità di Crisi e alle rappresentanze diplomatiche nell’area, continua comunque a seguire l’evoluzione dell’emergenza.
Le autorità cinesi e nepalesi hanno mobilitato uomini e mezzi per le ricerche, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione le cause dell’evento e verificare il numero effettivo di vittime e dispersi.


