La devastante alluvione che ha colpito la zona di confine tra Nepal e Tibet continua ad aggiornare il suo bilancio di vittime e dispersi. Al momento si contano almeno 353 morti e oltre 600 irreperibili, di cui 540 stranieri e 127 nepalesi. Tra i dispersi risultano anche tre cittadini italiani: il 50enne Marco Ratto, orefice originario di Rapallo, e una coppia italo-svizzera che si trovava in viaggio dal Tibet verso il Nepal.
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La piena improvvisa del fiume Bhote Koshi ha travolto abitazioni, strade, ponti e infrastrutture, colpendo in particolare le località di Syapru Besi e Timure, nel distretto di Rasuwa, al confine con la Cina. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono in condizioni difficilissime, con 42 chilometri di strade danneggiate e diversi ponti spazzati via dalla corrente.
La famiglia di Marco Ratto ha dichiarato di essere in contatto con la Farnesina, ma di non avere ancora notizie. «Siamo sgomenti e senza parole. Marco si trovava proprio in quella zona», ha detto un familiare con la voce che tradiva la tensione di queste ore. Per quanto riguarda la coppia italo-svizzera, la Farnesina spiega che non ci sono i riferimenti dell’agenzia e non c’è ancora conferma che abbiano attraversato il valico. Nella lista dell’Ente del turismo del Nepal figurano 65 turisti statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi, oltre a cittadini di numerosi altri Paesi. Gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento di 500.000 dollari in aiuti per il Nepal.
La situazione resta critica: le autorità temono che il bilancio delle vittime possa ancora aggravarsi, con centinaia di persone ancora irreperibili tra cui 28 agenti della polizia nepalese e lavoratori impegnati nel settore idroelettrico. Le ricerche proseguono senza sosta.


