Sta avendo forti ripercussioni anche sull’economia mondiale l’attacco congiunto all’Iran da parte di USA e Israele.
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Partendo dall’Italia, Ansa riporta il netto calo della borsa di Milano di questa mattina: il primo indice Ftse Mid lascia sul terreno l’1,87% a 46.325 punti. Intesa e Popolare Sondrio registrano un calo teorico del 4%, mentre più pesante per Stellantis a -6%. In controtendenza Leonardo ed Eni che registrano rispettivamente un +6% e un +4,7%.
Stessa situazione per le borse europee: l’indice stoxx 600 lascia sul terreno l’1,5%. Calo per Madrid (-2,6%), Francoforte (-1,7%), Parigi (-1,6%) e Londra (-0,9%).
Per quanto riguarda le azioni, vanno giù il settore del lusso (-4%) e delle auto (-3%), le banche (-3%) e le assicurazioni (-1,5%). Un lieve calo si registra per le utility (-0,3%), con un rialzo del 20% per il gas a 38,45 euro al megawattora.
Positivo, invece, il settore dell’energia, con l’impennata del petrolio. Il Wti balza del 7,5% a 72,11 dollari al barile, il Brent sale dell’8,1& a 78,79 dollari al barile. Timido rialzo anche per i titoli di Stato.
In salita anche lo Spread a 64 punti tra Btp e Bund, il tasso decennale italiano è al 3,30% mentre quello tedesco al 2,66%. Stessa situazione per l’oro che arriva a 5391 dollari l’oncia (+4,1%).
Per quanto riguarda le monete si rafforza il dollaro e si indeboliscono l’euro (scende a 1,1737 sul biglietto verde), la sterlina e il franco svizzero.
Sul fronte extraeuropeo la situazione non cambia. In netto calo le borse asiatiche: in calo Hong Kong (-2%), Mumbai (-1,8%), Tokyo (-1,35%), Seul (-1%), Shenzhen (-0,6%). L’unica a salire è Shanghai (+0,5%).
Lo yen cala sul dollaro a 156,80 ed è stabile sopra l’euro a 184.
Profondo rosso, invece, per i future di Wall Street: quelli del Nasdaq 100 calano del 2% e quelli dello S&P cedono dell’1,6%.
Sui mercati, tutti con tendenza in rosso, si temono le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz che ha provocato la forte salita del prezzo del petrolio.


