La questione delle indennità non corrisposte al personale della Polizia Locale di Latina torna al centro dell’attenzione dopo l’intervento di una organizzazione sindacale che, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dagli agenti, ha chiesto chiarimenti all’Amministrazione comunale.
Al centro della vicenda ci sono i servizi di Ordine Pubblico svolti negli ultimi anni, a partire dal periodo dell’emergenza Covid-19, per i quali non sarebbero state liquidate le indennità economiche previste. Si tratta di attività — sottolinea il sindacato — “pienamente riconducibili alla gestione della sicurezza urbana e dell’ordine pubblico”, garantite dagli operatori “con senso del dovere e continuità, spesso in condizioni operative complesse e con un impatto significativo sull’organizzazione dei turni”.
Il sindacato ricorda che, quando il personale della Polizia Locale viene impiegato in servizi di Ordine Pubblico disposti dalla Questura, è previsto un compenso specifico, presumibilmente già stanziato, ma non ancora erogato ai destinatari.
“Il riconoscimento economico non può diventare una variabile opzionale, né tantomeno essere oggetto di rinvii indefiniti”, afferma la nota. Da qui la richiesta formale al Comune di Latina di procedere con urgenza a una verifica puntuale delle attività svolte e di indicare tempi certi per la liquidazione delle somme dovute, garantendo trasparenza e uniformità di trattamento.
“Gli agenti della Polizia Locale non chiedono privilegi – prosegue il sindacato – ma il rispetto delle regole e il riconoscimento del lavoro effettivamente svolto, in un contesto in cui la sicurezza del territorio rappresenta un presidio essenziale per l’intera comunità.”
Il segretario provinciale agli Enti Locali, Raffaele Pa, ha infine sollecitato l’Amministrazione ad avviare un confronto immediato per risolvere una criticità che, se protratta ulteriormente, rischia di alimentare “un clima di legittima insoddisfazione tra i lavoratori”.
“La Polizia Locale è chiamata ogni giorno a garantire servizi delicati e impegnativi — conclude —: a fronte del dovere, deve corrispondere il diritto.”


