“Il 2025 si chiude con un quadro economico fatto di luci e ombre. I dati raccontano di una crescita debole, sostenuta soprattutto da settori come turismo ed edilizia, spesso alimentati da misure straordinarie più che da un reale aumento della produttività.
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L’industria, invece, resta ferma. Ed è proprio qui che si concentrano le maggiori difficoltà per le micro e piccole imprese, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema produttivo.
È vero: l’occupazione cresce e l’inflazione è sotto controllo. Ma si tratta di una crescita disomogenea, che penalizza giovani e donne e non risolve il nodo del ricambio generazionale e delle competenze. Temi che le imprese artigiane vivono quotidianamente.
In questo contesto, la gestione delle politiche per la transizione tecnologica rischia di aggravare l’incertezza.
Il taglio delle risorse per Transizione 5.0, a seguito della riprogrammazione dei fondi PNRR, è stato parzialmente compensato con lo stanziamento di 1,3 miliardi di euro su Transizione 4.0. Una risposta che, però, non garantisce una copertura adeguata per tutti gli investimenti già programmati e avviati dalle imprese.
Ancora più critica è l’assenza di una “soluzione ponte” che consenta di salvaguardare gli investimenti rimasti esclusi, permettendo il loro accesso al nuovo superammortamento. Così si rischia di penalizzare proprio chi ha investito in buona fede, seguendo regole che sono cambiate in corsa.
Le imprese non chiedono privilegi, ma certezze, continuità e strumenti realmente accessibili.
La transizione digitale ed energetica non può essere a sportello né riservata a pochi: deve diventare una leva concreta di crescita per tutto il sistema produttivo.
Come Confartigianato Imprese Latina continueremo a dare voce alle nostre aziende, chiedendo politiche industriali stabili, capaci di sostenere investimenti, lavoro di qualità e competitività dei territori.” Lo dichiara il presidente di Confartigianato, Letizia Bongiorno.


