E’ in corso al Museo Archeologico di Sezze la mostra Un percorso senza tempo. Voci e presenze nell’arte, organizzata da Onirika edizioni in collaborazione con il Centro Studi San Carlo da Sezze e con il patrocinio del Comune di Sezze. La
rassegna si articola nelle tre sale del museo. La Sala degli Amorini, per celebrare l’anno giubilare, ospita la sezione “Il Sacro nel contemporaneo. Da una collezione privata”. Si inizia con le opere di quattro maestri storici, “voci” dell’arte italiana dei primi decenni del Novecento, Pietro Annigoni, Remo Brindisi, Umberto Mastroianni e Luciano Minguzzi, e si prosegue con altre “presenze” del nostro panorama artistico. Pino Spagnuolo si sofferma sulla parabola del Figliol prodigo, Cecilia Bossi su San Carlo da Sezze, Antonella Capuano sul cammino della chiesa, Francesca Provenzano su tre episodi della vita di Cristo e Anna Salvati sulla figura della Maddalena. Maurizio Lupo e Vincenza Costantini riportano in primo piano il tema della crocifissione e Giovanna Gallo il volto di Cristo. A celebrare la Vergine Maria, Stefano Sorrentino, Maria Ceccarelli, in arte Mac, Monica Bavaro e Maria Felice Petyx.
Da controcanto il Muro del pianto di Susy Senzacqua e la Vetrata Colasanti di Felixandro. Nella Sala dell’Ercole, in dialogo con gli affreschi di Giuseppe Turchi (1840-1895), ritroviamo Francesca Provenzano con quattro ritratti a pastello e
Stefano Sorrentino con altrettante opere dal ciclo Save Art. L’ultima sezione, Affinità e contrasti, nella Sala del Mosaico, è riservata agli artisti che hanno coltivato le varie declinazioni della pittura astratta prendendo ispirazione dall’arte del passato. Marco Diaco e Tiziana Tripodi rievocano la pittura materica; Beatrice Palazzetti rielabora alcune forme geometriche; Paolo Cannucciari si racconta attraverso una danza di segni e Anna Salvati allarga sempre più lo sguardo verso l’astrazione. La mostra, inaugurata da Lidano Lucidi, sindaco di Sezze, resterà aperta fino al 30 marzo.
Giuseppe Massimini


