“L’ambizione è di disegnare la Sezze dei prossimi decenni definendone la nuova, e condivisa, identità culturale e economica. L’obiettivo è di proiettare tutti gli interventi progettuali per sedimentare la nuova identità valorizzandone le potenzialità con progetti concreti, cantierabili e con linee di finanziamento individuate e al contempo impegnandosi a individuare da subito le soluzioni delle criticità della città”. E’ questa, in estrema sintesi, l’idea alla base di “Setiam”, un laboratorio progettuale che punta a rinnovare profondamente il modo di far politica: una politica che parta dalle idee e dai progetti, che aggreghi sui valori, in cui anteporre il bene comune all’interesse dei singoli.
A parlarne sono stati i fondatori, che hanno spiegato anche il significato dell’acronimo, nel quale sono contenute le principali direttrici della progettualità: “Sviluppo: è uno degli aspetti fondanti di una comunità. Lo sviluppo deve riguardare tutti gli aspetti della vita comune e deve essere sostenibile: riciclo dei rifiuti e riuso, riduzione dello spreco, raccolta differenziata, green economy, mobilità sostenibile, protezione dell’ambiente, valorizzazione della biodiversità e dei prodotti tipici, sono solo alcune delle applicazioni dei principi dell’Agenda 2030. Etica: La sostenibilità è anche sociale ed inclusiva: l’attenzione va ad ognuno, ai suoi bisogni speciali, in un processo che non lasci mai nessuno indietro e promuova il benessere: politiche efficaci sulla sicurezza, sulla salute, sull’istruzione, sul welfare, sulle strutture sportive e sui servizi alle famiglie aumentano la coesione sociale e diventano indicatori di una comunità in buona salute.
Trasformazione: è la caratteristica della società postmoderna, dove tutto è cambiamento – per lo più profondo – di forma, aspetto, strutture o di altre qualità e caratteristiche. In questo contesto sempre mutevole, che potrebbe generare diseguaglianze e precarietà, è la politica a dover fornire i servizi e le cornici normative per vincere l’incertezza, avendo ben saldi come principi ispiratori la relazione con gli altri, il senso di appartenenza ad una comunità e l’estremo bisogno di ascoltare ed essere ascoltati. Innovazione: la politica di innovazione e ricerca è una delle più importanti iniziative europee. L’ente locale può disporre di una serie di strumenti per favorire l’innovazione: tra questi sussidi per le imprese, collaborazioni tra pubblico e privati, bandi e appalti, incentivi sulle tasse. Occorre essere visionari, ossia saper individuare con anticipo bisogni e sviluppi e realizzare soluzioni o idee che non sono ancora state applicate, o migliorare quelle che già sono utilizzate; occorre saper collaborare e comunicare; occorre saper utilizzare la tecnologia,. La chiave principale di realizzazione è l’innovazione amministrativa (formazione del personale, nuovi regolamenti, digitalizzazione dei servizi, politiche di accesso ai bandi europei, smart city).
Ambiente: occorre promuovere politiche attive in linea con il Green Deal europeo anche a livello locale: sviluppo e valorizzazione dei territori e delle produzioni, tutela degli ambienti naturali e sviluppo del turismo sostenibile. Occorre altresì pensare agli “ambienti immateriali” e progettare efficaci politiche di sostegno all’istruzione ed alla cultura e di promozione del patrimonio artistico ed archeologico. Memoria: La società non deve essere prigioniera del presente, ma deve progettare il futuro avendo al tempo stesso memoria del passato. Sezze ha una lunga storia e una forte identità: Sacra Rappresentazione, tradizioni religiose, manifestazioni culturali legate ai prodotti tipici, artigianato locale. Le politiche devono mettere a sistema le esperienze e trasformarle in motore di sviluppo”.
L’organigramma prevede al vertice Paola Di Veroli, che sarà la presidente, mentre i vice saranno Manuela Fantauzzi e Antonio Abbate. Le progettualità e le azioni intraprese si articoleranno per aree di intervento. Infrastrutture e Servizi sarà appannaggio di Filippo Danieli; Trasformazione Urbanistica e Paesaggistica di Amerigo Marchionne; Arte, Cultura e Valorizzazione Territoriale a Franco Vitelli; Grandi Opere: analisi criticità e soluzioni a Giovanni Moraldo; mappatura dei bisogni sociali e costruzione rete di servizi sociali sarà gestita da Manuela Fantauzzi.




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