GAETA, Leccese immagina una nuova vita per il Colle Cappuccini: sport, verde e valorizzazione urbana

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Una cittadella dello sport, un polmone verde, un punto di connessione viaria e urbana. Sono solo alcune delle idee lanciate dal candidato sindaco Cristian Leccese in merito alla riqualificazione del Colle Cappuccini, un’area di oltre centomila metri quadrati, quattro volte più grande rispetto all’ex Avir, di cui il Comune di Gaeta è proprietario già da alcuni decenni. Nel corso dei tavoli del LAB32, infatti, è emersa in molte occasioni la necessità di dare maggiore centralità ad alcuni quartieri della Città, soprattutto quelli periferici, offrendo servizi che possano incidere sulla qualità della vita. In questo caso, il Colle Cappuccini, situato tra la zona del quartiere “delle piante” (via degli Eucalipti, dei Frassini), “dei continenti” (viale Oceania, Asia, Africa) e del sito in cui è presente l’ospedale, attuale sede del Distretto sociosanitario, può rappresentare un nodo essenziale al fine di urbanizzare e centralizzare servizi a fruibilità pubblica, pedonale e naturalistica, con uno sguardo strategico alla viabilità per raggiungere più rapidamente il centro. L’idea progettuale, attualmente in fase di discussione, immagina la creazione di un grande parco aperto a tutti, sulla falsariga del Parco Regionale di Monte Orlando, e la realizzazione di percorsi specifici nei quali inserire delle strutture leggere attrezzate e multidisciplinari all’aperto, dotate di attrezzi ginnici e di piccoli campi dedicati ai vari sport, così da essere complementari alle realtà già esistenti in Città. Le bellezze presenti dal punto di vista naturalistico, il panorama mozzafiato e la fine brezza che spira rendono il sito ancora più adatto alla creazione di una cittadella dello sport a cielo aperto, possibilmente arricchita da strutture di servizio e somministrazione, che contribuirebbe così ad innalzare la qualità della vita e il valore urbano di tutta l’area, oltre a destinare finalmente ai cittadini una proprietà comunale al momento chiusa al pubblico.

Inoltre, non bisogna dimenticare che attualmente il Colle Cappuccini ospita il quartier generale della Protezione Civile, dotato di un eliporto che permette il contrasto agli incendi boschivi su tutto il territorio, e la realizzazione del progetto consentirebbe anche di valorizzare e investire ulteriormente su questa struttura. La presenza di un percorso stradale già esistente, che collega il quartiere di via degli Eucalipti, quello “dei continenti” e la zona dell’ospedale, costituirebbe, con il solo abbattimento del muro che delimita l’area, una preziosa e strategica viabilità secondaria e di supporto, sia dal punto di vista urbano che di mobilità veicolare e pedonale. «Le enormi potenzialità del Colle Cappuccini – ha spiegato Cristian Leccese – ci spronano a lavorare per la valorizzazione di un’area che riveste un’importanza strategica decisiva per il miglioramento dello sviluppo urbano di questa parte della Città, che deve necessariamente essere presa in considerazione e oggetto di progettualità. È fondamentale, infatti, avviare in anticipo una programmazione per farsi trovare pronti nel momento in cui si aprirà l’opportunità di accedere a finanziamenti e partecipare a bandi specifici, come abbiamo dimostrato in questi anni di amministrazione». Non mancano, indubbiamente, le criticità, considerando che l’area era un sito militare con la presenza di cisterne, tuttora sussistenti, per il deposito dei carburanti, ma nemmeno le possibilità per superarle.

«Siamo consapevoli della presenza delle cisterne – prosegue Leccese –, completamente interrate, e in molti hanno sollevato il problema della bonifica ambientale dell’area. Non mi sembra, però, un ostacolo insormontabile, considerato che esistono leggi, linee guida e normative specifiche per superarlo: l’abbiamo già fatto in altre occasioni, per esempio con l’ex deposito idrocarburi dell’Eni. E siamo consapevoli anche dell’esistenza di un’antenna ripetitore per la telefonia mobile. Nessuno nega che ci siano delle criticità da superare, la differenza sta nell’avere il coraggio e la volontà di affrontare i problemi e trovare delle soluzioni, seguendo una giusta programmazione aperta alle istanze, ai bisogni e alla partecipazione della cittadinanza. Sono certo che, così come, nonostante le numerose perplessità, abbiamo riqualificato e recuperato tantissimi siti, tra cui l’ex Avir, riusciremo a farlo anche con il Colle Cappuccini. Non possiamo precludere la crescita di Gaeta perché sussistono delle difficoltà: se non impiegassimo le nostre energie per superarle, non assolveremmo al nostro compito di immaginare un futuro migliore per l’intero comprensorio. È questa l’unica strada da seguire, non possiamo far altro che rimboccarci le maniche e trovare soluzioni, con la convinzione che mettere sempre il carro davanti ai buoi significa continuare a stare fermi e inermi rispetto al progresso e al futuro della nostra Città».

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