Sono tornati a scendere in piazza e a manifestare civilmente il loro dissenso per una situazione che si protrae ormai da troppo tempo e li costringe ancora alla didattica a distanza gli studenti dell’Isiss “Pacifici e De Magistris” di Sezze. Questa mattina in tanti sono rimasti fuori dai cancelli della scuola per far emergere il loro disagio in relazione allo stato in cui versa la struttura adiacente alla chiesa di San Giuseppe e che per tanti anni ha ospitato il Liceo Classico, mentre oggi lo stesso liceo se la divide con quello delle Scienze Umane. Privati delle loro aule nel mese di gennaio del 2020 per dei lavori urgenti riguardanti soprattutto la zona del chiostro, gli studenti avevano messo in conto che sarebbero stati costretti a dividersi le aule con il resto dell’istituto nel plesso che inizialmente ospitava Ragioneria e si chiamava “Corradini”, ma erano convinti, come recitava la tabella dei lavori posta davanti alla struttura, che la disponibilità sarebbe tornata nel mese di gennaio 2021.
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Impegnati nella difficile gestione della pandemia e di quello che ne è conseguito, evidentemente nessuno si è accorto che invece i lavori andavano in maniera preoccupante a rilento e quando è stato dato il via libera al ritorno alle lezioni in presenza è arrivata la spiacevole sorpresa. I lavori, stando a quanto si è riuscito a capire, sono fermi da mesi perché, come spiegato dalla stessa amministrazione provinciale che se ne sta occupando, ci sarebbero stati problemi con la ditta appaltatrice, presumibilmente di natura economica, con una serie di interventi che non si sarebbero riusciti a realizzare con le risorse disponibili e stanziate quasi due anni fa. Una vera e propria beffa per i ragazzi, che hanno assistito al rientro in aula dei loro colleghi e non hanno potuto fare altrettanto a causa della pericolosità della struttura che dovrebbe ospitarli. Una situazione che è stata subito presa in seria considerazione dalla dirigenza scolastica, ma che ha avuto un epilogo poco incoraggiante. Intenzionati a scioperare ad oltranza e ad occupare le aule del “Pacifici e De Magistris”, gli studenti hanno avuto anche il sostegno dell’amministrazione comunale e nei giorni scorsi si è tenuto un vertice in Provincia alla presenza di una delegazione di giovani.
Le notizie, però, non sono state positive e, come confermato, nella migliore delle ipotesi, realizzando un’entrata alternativa che non farebbe attraversare il chiostro, saranno necessari circa 6 mesi per permettere agli studenti di tornare nelle loro aule. Una notizia che ha infervorato gli stessi ragazzi, che quindi hanno deciso di scendere in piazza e di disertare le aule almeno fino al prossimo venerdì, con la speranza che questo gesto, che oltretutto va a loro discapito, possa in qualche modo sensibilizzare chi di dovere per trovare una soluzione. Purtroppo anche il Comune sembra essere con le mani legate, trovandosi con alcune strutture (Palazzo Rappini, Palazzo Pitti, ex seminario a San Pietro) inagibili e non potendo permettere alternativa per garantire le lezioni in presenza.













