Arriva una brutta tegola per chi pensava ad un recupero e alla valorizzazione dei 43 ettari di terreno sui quali tra gli anni ’20 e gli anni ’40 del secolo scorso insisteva l’ex campo di aviazione di Sezze, durante la Seconda Guerra Mondiale considerato come “campo di volo e di fortuna” per i velivoli in difficoltà durante le diverse operazioni. Da oltre dieci anni dell’area, che catastalmente viene considerata “bianca” e senza alcun vincolo, si è parlato in diverse occasioni, soprattutto nei question time, con le minoranze a chiedere all’ente di sfruttare il diritto di prelazione per la sua acquisizione al patrimonio. La zona, 430mila metri quadri in località Quarto Acquaviva, confina ad est dalla SS 156 (che in quel tratto prende il nome di Via Campania), a nord da particelle di altra proprietà che si affacciano sulla Via degli Archi di S. Lidano, ad ovest dal ” Fosso Venereo” e a sud dal “Canale Fossella-Corriva”.
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Un’area importante, non solo sotto il profilo strettamente storico, ma anche pratico, una striscia bianca senza alcun tipo di vincolo, paesaggistico o naturalistico che siano. Nei giorni scorsi una corrispondenza tra il Comune e l’agenzia del demanio, che risultava esserne proprietaria, ha confermato che la stessa agenzia, tramite una società partecipata, la Cpd Immobiliare, durante il periodo del commissariamento del Comune aveva proceduto ad uno scouting ed avviato una procedura di dismissione del sito. Le domande per presentare un’offerta, circa 2 milioni di euro (tanto avrebbe dovuto spendere il Comune per accaparrarsi l’intera area ed inserirla nel suo patrimonio) scadevano lo scorso 21 giugno e, come confermato, la procedura è andata a buon fine e l’area è stata ceduta all’aggiudicatario. Una vera e propria tegola per l’ente, che perde, dopo la questione legata alla ex Monte Amiata, un altro bene che con un po’ di sacrifici poteva tornare in suo possesso.







