E’ partito con un tour informativo che ha interessato diverse zone del territorio setino riscontrando un bel successo in termini di pubblico e di partecipazione, il progetto del Comitato Acqua Pubblica di Sezze chiamato “Riprendiamoci”, che ha puntato su una dovuta e necessaria informazione sul depuratore e sulla tariffa da applicare in base alla legge regionale 668 del 3 agosto 2007 e sull’azione da mettere in atto (tramite l’operazione chiamata “Ripetizione di un debito”) per recuperare i 4 milioni circa di partite pregresse corrisposte al gestore Acqualatina dal 2015 al 2019, dichiarate non dovute e illegittime anche da una recente sentenza. A parlare dell’iniziativa durata alcune settimane è stato Paolo Di Capua, portavoce del locale comitato, che ha esordito affermando:
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“Il tour informativo è andato benissimo e sono state illustrate alla cittadinanza le azioni (chiamate piano A-B-C-D) che abbiamo messo in campo dopo l’incontro con Acqualatina e responsabile della Conferenza dei Sindaci sulla questione depuratore e tariffa da applicare per il servizio. Con l’occasione – ha proseguito Di Capua – è stata ripercorsa tutta la vicenda dell’impianto e del collettore unico. Il primo è incompleto, mancano circa 150 metri di collettore, informazione confermata dagli interlocutori a causa del mancato esproprio di una particella di terreno che non permette il completamento dell’opera, quindi la mancata depurazione dei reflui di Sezze e Suso. Attualmente il depuratore unico è attivo solo per gli utenti di Sezze scalo e i reflui di Sezze e Suso degli utenti allacciati alla rete fognante non arrivano. L’impianto, giova ricordarlo, è stato costruito con finanziamenti pubblici (4 milioni Regione Lazio + 1,2 milioni Comune di Sezze) soldi interamente pubblici,quindi il gestore in base alla delibera deve scorporare, compensare, rimodulare al ribasso la tariffa”.
Lo stesso Di Capua ha, quindi, parlato dei 4 piani di intervento. Il piano A prevede la presentazione della delibera 668 alla segreteria tecnica operativa, affinché si proceda all’applicazione. Il piano C, denominato “Operazione di scarico” con modello e tabella, sarà attuato qualora la Conferenza dei sindaci non approvi il via libera all’attuazione della stessa delibera licenziata dalla Pisana nel 2007. Il piano D, infine, riguarda sempre la questione della depurazione e prevede il ricorso ad una class action (che partirebbe da maggio 2021) qualora le prime due opzioni non dovessero andare a buon fine. Il piano B, invece, si concentra sulle partite pregresse e con questa operazione si prevede che gli utenti si riprendano la somma pagata con tutte le fatture, dal 2015 al 2019, delle voci partite pregresse. Anche in questo caso, come confermato dal portavoce setino del Comitato, i documenti per gli utenti sono già pronti: “Il Comitato in ogni tappa del tour ha messo in evidenza l’atteggiamento passivo degli utenti, la loro indifferenza, invitandoli a cambiare approccio sulla tematica, ad essere più partecipi, più decisivi, ad essere comunità di lotta”, ha concluso Paolo Di Capua tracciando il bilancio dell’iniziativa e rilanciando sulle prossime attività del comitato.






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