Torna a parlare di un tema particolarmente caldo il Comitato Acqua Pubblica di Sezze che, grazie ad una serie di documenti redatti dal portavoce Paolo Di Capua, ha deciso di sottoporre anche all’attenzione del commissario prefettizio del Comune di Sezze alcune anomalie che contraddistinguerebbero le tariffe per il servizio idrico integrato, soprattutto quelle relative alla depurazione. La battaglia del comitato setino, come noto, ha origini lontane e nello specifico si fa riferimento ad una delibera del 2007 dell’allora giunta regionale presieduta da Piero Marrazzo all’interno della quale, oltre a linee di indirizzo precise circa la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche, si dava il via libera ad una serie di finanziamenti che la Regione Lazio avrebbe erogato per diversi Comuni tra i quali Sezze, 4 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo depuratore che sarebbe servito a sostituire i due già attivi ed avrebbe permesso l’allacciamento al sistema fognario di parecchie altre utenze soprattutto in pianura. Insieme al milione e quattrocentomila euro stanziati dal Comune di Sezze, il depuratore è stato effettivamente realizzato, anche se, come sostiene Paolo Di Capua, è stato affidato ad Acqualatina quando era completo intorno al 95% e, allo stato attuale, non si sa se abbia ancora ricevuto tutte le autorizzazioni allo scarico e se sia realmente in funzione.
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Il nodo cruciale, però, è un altro e riguarda le tariffe del servizio idrico, altra battaglia che il comitato sostiene da anni. E’ lo stesso Di Capua a sostenere: “Nel 2014 con la Dondi la tariffa per la voce depurazione era di 0,2844 sia per le abitazioni che per gli esercizi commerciali, mentre l’anno successivo, già con Acqualatina, sono arrivate a 0,5943 per le abitazioni, 1,6448 per gli esercizi commerciali. Ecco perché chiediamo l’applicazione della delibera regionale del 2007 che permetterebbe di rimodulare al ribasso proprio questa tariffa. In cinque anni – prosegue Paolo Di Capua – Acqualatina ha ricevuto dagli utenti di Sezze 26,8 milioni di entrate, 3,8 dei quali per le partite pregresse, 7,8 per la depurazione. Quante volte i cittadini devono pagare il depuratore?”. Di Capua stesso in rappresentanza del comitato Acqua Pubblica aveva chiesto alla precedente amministrazione comunale di sottoporre al gestore del servizio idrico la stipula di un protocollo di intesa che guardasse in quella direzione a tutela degli utenti.
Poi però il consiglio si è sciolto e quell’incontro non si è più svolto. Da qui la richiesta al commissario prefettizio di riprendere quel discorso interrotto e, come confermato sempre da Di Capua, questo incontro potrebbe addirittura svolgersi la prossima settimana. Scorporo e compensazione in bolletta, questi i nodi sui quali si continuerà a battere il comitato Acqua Pubblica: “E’ ora di smetterla – ha concluso nella sua nota Paolo Di Capua – con il principio dei costi che deve sobbarcarsi il pubblico mentre il privato si limita ad incassare”. Domande e richieste che, come detto, la settimana prossima potrebbero già ricevere le risposte che tanti cittadini chiedono da tempo e, contestualmente, chiarire quale sia la situazione del nuovo depuratore e lo stato dei due vecchi depuratori ancora presenti sul territorio setino.






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