Potrebbe concludersi con la delibera di giunta numero 34 dello scorso 5 marzo la lunga querelle sulla statua dedicata a San Lidano d’Antena che sarebbe dovuta sorgere all’interno del belvedere di Santa Maria come da proposta di don Massimiliano Di Pastina nell’aprile 2018 e che invece ha creato tantissimi problemi e un cantiere aperto il 13 maggio 2019 e chiuso una settimana più tardi che da 22 mesi fa brutta mostra di sé all’interno della piazzetta adiacente al Duomo. La giunta presieduta da Sergio Di Raimo potrebbe aver messo la parola fine sulla vicenda con un atto che in pratica rende operative anche sotto il profilo di indirizzo politico le ordinanze che prevedevano la rimozione del cantiere e il ripristino dello stato dei luoghi al 12 maggio 2019, sulle cui il direttore dell’Archivio Capitolare della Cattedrale e del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Sezze aveva presentato istanza di annullamento in autotutela bocciate sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato.
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Proprio alla luce di quelle sentenze, sulle ordinanze in sé ma non sul merito, erano stati in tanti i cittadini a chiedersi e a chiedere all’amministrazione (soprattutto sui Social) per quali motivi si perdeva tempo e non si ripristinava d’ufficio quel luogo restituendolo alla cittadinanza. Dall’ente, però, finora non erano arrivate risposte e il sospetto era che tra amministrazione e donatore fosse stato aperto un ulteriore tavolo di discussione che magari avrebbe permesso di realizzare la statua altrove all’interno della piazzetta e di non dover subire in nessun modo una sorta di “onta” essendo costretto ad eliminare ogni traccia dei lavori. Una soluzione che, sicuramente, avrebbe accontentato tutti, da don Massimiliano Di Pastina che sarebbe in qualche modo “caduto in piedi” soprattutto rispetto agli occhi dell’opinione pubblica, all’ente che avrebbe chiuso senza ulteriori fratture un contenzioso iniziato male e che si cercava di non far finire peggio, oltre a tutti quelli che si erano battuti affinché quell’area venisse rispettata e, soprattutto, restituita integra alla collettività. L’accordo, evidentemente, non si è raggiunto e l’ente ha deciso quindi di ufficializzare le scelte prese dagli uffici, con un consiglio comunale che alla fine della storia non si è mai espresso sull’argomento. L’atto è stato reso immediatamente eseguibile e sono stati anche resi i dettagli sui costi che inizialmente saranno affrontati dal Comune: 6.113 euro che serviranno a smantellare il cantiere e a ripristinare il luogo e che poi verranno addebitate a don Massimiliano Di Pastina. Nessun dettaglio sui tempi, ma l’intervento potrebbe iniziare già la prossima settimana.






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