“Tre anni a parlare del posizionamento di una statua tra sterili discussioni, articoli, contestazioni, comitati spontanei, proteste insensate, linguaggi imbarbariti perché la stessa statua, raffigurante il Santo Patrono S.Lidano avrebbe rovinato l’ambiente, il paesaggio e stravolta una piazza. Tre anni perduti, mentre adesso per quanto accaduto al cimitero non si è vista la medesima sollevazione popolare”. Inizia così una lunga nota nella quale Paolo Di Capua, referente locale del comitato Acqua Pubblica di Sezze, interviene su due vicende che hanno “appassionato” e allo stesso tempo provocato lo sdegno della cittadinanza, facendo soprattutto riferimento alla prima, quel manufatto che don Massimiliano Di Pastina aveva deciso di donare alla città per celebrare uno dei Santi Patroni della stessa ma che alla fine, tra il silenzio delle istituzioni e il rumore dei Social, si è deciso di lasciar morire tra carte bollate, ricorsi e controricorsi per sancirne titoli abilitativi senza, secondo lo stesso Di Capua, ragionare serenamente e valutare con attenzione la portata dell’iniziativa.
Leggi sullo stesso argomento
ANZIO | Raccolta del verde porta a porta, approvato il piano per estendere il servizio a tutta la città
FORMIA | Interruzione idrica il 15 giugno: stop all’acqua per otto ore in numerose zone della città
LATINA | Il comune valorizza l’arte presepiale: mostre e laboratori per il Natale 2026
E’ sempre Di Capua, infatti, a sostenere come quell’opera avrebbe abbellito la piazzetta antistante il duomo di Santa Maria, senza nulla togliere al paesaggio o alla tradizione di quell’affaccio sulla pianura pontina: “Ciò che mi ha sorpreso in questa vicenda – ha proseguito nella nota – è anche il silenzio di chi ha preferito non alzare alcuna voce in difesa del Santo e di quella statua che lo rappresentava. Nessuna voce si è alzata dalle associazioni cattoliche Agesci, dagli scout, da chi dirige o partecipa alla Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, dai Sacconi, dalle confraternite, dagli insegnanti di religione e da chi prepara i giovani a ricevere i sacramenti. Un silenzio assordante che stravolge le coscienze, oltre alle insensate azioni politiche di un consiglio comunale che alla fine non ha nemmeno deciso, prestandosi ad una farsa da irresponsabili”. Parole dure che però Di Capua sente di pronunciare anche in relazione a quanto accaduto di recente al cimitero, sottolineando come in entrambi i casi, camposanto e statua, si sia assistito ad un vero e proprio stillicidio nei confronti di chi si professa cristiano. Proprio per la pessima figura alla quale si è esposta l’intera comunità, lo stesso Di Capua ha proposto a chi ha una diversa sensibilità nei confronti della fede, chiamati dallo stesso “cristiani veri”, di iniziare a reagire, magari organizzandosi per una processione che in qualche modo possa lenire le ferite che la comunità si trova ad affrontare.






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.