Sono proseguiti anche nella mattinata di ieri gli interrogatori di garanzia nei confronti degli arrestati nella retata di giovedì scorso, 11 soggetti ritenuti dagli inquirenti responsabili, a vario titolo, di reati che vanno dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in concorso e continuato; l’induzione indebita a dare o promettere utilità; la distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, in concorso e continuato; il peculato continuato; la concussione in concorso; fino ad arrivare al tentativo di minaccia o violenza in concorso per costringere a commettere un reato e l’esecuzione di lavori in assenza del titolo abilitativo e in violazione del regolamento di polizia mortuaria. Ieri mattina davanti al Gip si è tenuto l’interrogatorio di garanzia per alcuni di loro.
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Antonio Castaldi si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha depositato diversi documenti circa i lavori svolti dalla sua ditta nei mesi sui quali si è concentrata l’indagine degli inquirenti, da marzo alla fine di maggio del 2019. I legali del 41enne imprenditore, Antonio Orlacchio e Cesare Castaldi, hanno anche presentato un’istanza al Gip per modificare o annullare le misure, ma come in altri casi probabilmente servirà attendere il Riesame. Giusino e Gianni Cerilli, i titolari di una delle agenzie funebri interessati dall’inchiesta, hanno invece risposto alle domande di Cario, presentando diverse fatture. Loro non avrebbero mai pagato o ricevuto soldi per corrompere o essere corrotti e per provare queste tesi hanno depositato documenti e spiegato come la Spl non avesse i mezzi per effettuare tumulazioni e si limitasse a pulizia e giardinaggio. La stessa Spl in quel periodo si sarebbe appoggiata al Castaldi che, a sua volta, si rivolgeva al figlio per i lavori.
L’avvocato dei fratelli Cerilli, Italo Montini, ha presentato istanza di revoca delle misure nei confronti di entrambi e il giudice si è riservato di decidere in merito. Gianluca Ciarlo, invece, pur non rispondendo alle domande del Gip, ha rilasciato dichiarazioni spontanee proclamandosi innocente rispetto alle contestazioni che gli vengono rivolte. Nel suo caso i difensori Lidano Valleriani e Orlando Mariani non hanno presentato alcuna istanza sulla misura cautelare. L’ultimo ad essere interrogato ieri, infine, è stato Alfredo De Angelis, socio della ditta funebre Al.Fa. che, difeso da Federico Savo, ha risposto al Gip e insieme al suo legale ha presentato istanza rispetto alla misura cautelare. Oggi gli ultimi 4 interrogatori: davanti a Cairo compariranno Fausto Perciballe, i fratelli Antonio e Francesco Fanella e Andrea Redi.







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