Quando la burocrazia supera l’immaginazione e non permette nemmeno di poter risolvere un problema che segnalano centinaia di cittadini, qualcuno dovrebbe riflettere. E’ quanto accade nel quartiere di Monte Pilorci nella zona di Suso a Sezze, nato da una lottizzazione del 1968 e da anni alle prese con diversi problemi legati alla mancanza di servizi, tra i quali quello dell’acqua, che in diversi momenti dell’anno, soprattutto in estate, non sgorga dai rubinetti dei residenti, creando difficoltà immaginabili. Una situazione per la quale gli stessi residenti da diversi anni conducono una battaglia strenua e che poteva essere risolta, come dicono gli stessi su suggerimento dell’ente, con la realizzazione di un serbatoio idrico della portata di 85 metri cubi di acqua che, una volta collegato alla pompa di spinta di via Bertonia e alla rete idrica, avrebbe permesso di avere acqua nei momenti più caldi della stagione, quando a causa dei consumi non si riesce a garantirne l’approvvigionamento per la zona in collina e, addirittura, avrebbe potuto permettere di servire diverse aree più basse della conca di Suso.
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Ma così non è stato, probabilmente a causa di quella burocrazia di cui si accennava prima. Nel 2009, infatti, il manufatto era stato messo sotto sequestro dopo un sopralluogo del Nipaf, che aveva riscontrato incongruenze rispetto ai documenti presentati dagli stessi residenti. Il nodo, con molta probabilità, era quello legato al fatto che, secondo la Regione Lazio, sull’area all’interno della quale il serbatoio era stato realizzato insisteva un vincolo di natura geologica o paesaggistica ed erano stato quindi insufficienti i documenti presentati da chi aveva deciso di realizzarlo (una Dia, nello specifico). Gli stessi residenti interessanti, però, hanno spiegato come quella valutazione fosse errata e come, invece, sulla stessa zona fosse possibile realizzare quel manufatto in cemento armato, sempre fatta salva, comunque, l’ipotesi di tenerlo lì e poi farlo spostare, naturalmente a loro spese, su una zona diversa, pronto ad essere utilizzato e a mettere a disposizione un servizio essenziale per la comunità di Monte Pilorci. Così, però, non è stato e nel 2019 è arrivato l’atto finale con una ordinanza che impone la distruzione del serbatoio idrico. Nell’arco temporale di 60 giorni, quindi, l’opera dovrà essere demolita e da qui l’appello dei residenti affinché si intervenga prima che poi sia troppo tardi. Una situazione complessa che però, con quel pizzico di lucidità che ogni tanto sembra mancare, potrebbe essere risolta superando gli ostacoli e permettendo ad un intero quartiere di usufruire del servizio.






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