Con lo sport ormai al collasso, le serrande delle palestre chiuse da quasi un anno e poche speranze per il futuro, c’è chi pensa a soluzioni alternative per sostenere le associazioni sportive del territorio, lasciate sole tra costi di locazione, tasse, spese correnti, bollette, mutui e utenze che arrivano senza tregua, mentre i debiti continuano ad aumentare verso una situazione che porterà al fallimento definitivo di migliaia di attività. A parlarne è Kevin Reiter, referente della Lega giovani di Sezze, che in una nota spiega:
“Come avvenuto già in tantissime altre città in Italia, nelle zone gialle, dove i Comuni hanno concesso un’area verde all’aperto a gestori di palestre, centri fitness e di danza, associazioni, società sportive, operanti sul territorio per lo svolgimento di attività sportiva in forma organizzata, per favorire la salute dei cittadini ma anche permettendo alle attività connesse al fitness di riprendere in sicurezza. In altre città, il Comune concede ai privati degli spazi verdi per fare sport all’aperto, rispettando durante l’attività sportiva le misure di sicurezza e dovranno dotarsi di tutti i dispositivi previsti, esonerando l’ente a priori da ogni forma di responsabilità civile o penale in caso di danni arrecati a persone, luoghi e cose durante l’utilizzo”.
Nel dettaglio, il richiedente, dovrà rilevare la temperatura corporea giornaliera dei propri iscritti che non dovrà superare i 37,5°, vigilare sull’uso dei dispositivi di sicurezza oltre a verificare che tutti gli indumenti ed oggetti personali vengano riposti dentro la borsa personale, vietare l’uso promiscuo di tappetini e di altri piccoli attrezzi sportivi e far rispettare a ciascuno un distanziamento l’uno dal altro di due metri: “Chiedo alla giunta comunale e all’assessore dello Sport di concedere anche a Sezze delle aree verdi dove i gestori di palestre e i nostri concittadini potranno riprendere in sicurezza l’attività sportiva all’aperto anche in gruppo senza alcun contatto fisico, visto che Il mondo dello sport lancia il proprio grido d’aiuto, perché senza un intervento concreto, il terzo settore del nostro Paese rischia di piegarsi per sempre”.




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