Una panchina per ricordare Giulio Regeni, il dottorando italiano dell’Università di Cambridge che tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016 venne rapito, torturato e atrocemente ucciso in Egitto, diventando simbolo di libertà e giustizia. A lanciare la proposta è stato Daniele Piccinella, che nei giorni scorsi ha indirizzato una lettera aperta al sindaco di Sezze Sergio Di Raimo:
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“Questa storia – si legge nella lettera – ha segnato dentro di me profonde riflessioni, Giulio è diventato mio figlio, il figlio di chi non può accettare di vivere in una società dove verità e giustizia siano montagne da scalere invece che principi semplici da percorre con l’aiuto di chi, di questi principi, dovrebbe essere il garante assoluto come lo Stato o le istituzioni. Il sorriso di Giulio e la sua faccia pulita rappresenta il sorriso dei nostri ragazzi che decidono di investire nello studio, di girare il mondo, di approfondire la storia, di ricercare la giustizia. Giulio è il cittadino che vorrei essere. Ma la storia di Giulio è anche la visione di “tutto il male del mondo” così come si è espressa la madre quando ha visto il corpo di suo figlio. Mi ha toccato in modo particolare un passaggio che i genitori di Giulio scrivono nel libro Giulio fa cose: «Al Cairo l’ambasciatore Massari, per pietà, ci aveva consigliato, quasi ordinato: “No, non guardatelo”. Io gli avevo chiesto di vedere almeno i piedi, lo avrei conosciuto così, perché Giulio li ha uguali a quelli di mio nonno, ma ci fu sconsigliato».
Il «non guardatelo» è il consiglio che spesso ci diamo per non svelare il male, l’ingiustizia e la verità. Io invece voglio guardare, voglio ricordare e voglio farlo con Lei e con l’intera comunità setina. Le propongo – conclude la nota di Daniele Piccinella – di dedicare una panchina della nostra città a Giulio, una panchina nel parco della Rimembranza o una di quelle presenti nell’angolo della scuola elementare di Piagge Marine. Una panchina tinteggiata di giallo, il colore di Giulio, così chiunque, passando da lì, possa «guardare» e ricordare Giulio”.






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