Sta diventando sempre più insostenibile la situazione che riguarda i 3 uffici postali dislocati nel territorio setino, quello di Piazza De Magistris, quello dei Colli e quello in via Bari a Sezze scalo. A patire la decisione dell’azienda di modificare sensibilmente gli orari di apertura degli sportelli è soprattutto l’ufficio che si trova nella conca di Suso e le centinaia di persone che ogni giorni vi si rivolgono per effettuare le loro operazioni e per prelevare contanti. Proprio lì, in un’ottica generale, paradossalmente si creano più problemi, anche perché molti utenti (come spiegano le oltre 600 operazioni che ogni giorni si effettuano nella sede di SS Sebastiano e Rocco) vi si recano proprio per evitare di dover scendere le Coste o per “avventurarsi” all’interno del centro storico di Sezze e magari perdere mezza giornata per trovare un parcheggio nelle vicinanze.
Leggi sullo stesso argomento
PROVINCIA | Scuola e istituzioni a confronto: avviata la programmazione dei percorsi Formazione Scuola-Lavoro
LATINA | PUA, Fiore: “Riportarlo ogni anno in Consiglio per verificarne l’attuazione e correggere le criticità”
ROMA | Nasce OPSV, il primo osservatorio indipendente sui servizi veterinari in Italia
La scelta di modificare radicalmente gli orari di apertura degli uffici postali ha ulteriormente danneggiato quello dei Colli, il più piccolo dei tre, e la situazione è degenerata, soprattutto se si considera che in questi giorni, con le pensioni da ritirare e le operazioni da effettuare, decine di persone si mettono in fila sotto la pioggia incessante ed aspettano il loro turno. Per molti di questi, inoltre, oltre al danno si è spesso palesata la beffa, con un’ora di fila effettuata e gli uffici chiusi al momento di servirli. In questo caso, però, Poste Italiane probabilmente ha poche responsabilità, in quanto i sistemi telematici sono programmati da remoto e si spengono automaticamente quando l’orario di apertura degli sportelli è terminato. La scelta di riuscire a contingentare gli ingressi tramite un’apertura differente, insomma, non sembra aver sortito gli effetti sperati e le possibilità di assembramento a ridosso dell’ufficio postale di Colli sono ormai all’ordine del giorno.
All’amministrazione comunale, sempre nel rispetto dei ruoli e delle competenze, si chiede espressamente di intervenire sollecitando Poste Italiane a rivedere questa decisione, che probabilmente manca di un passaggio successivo, quello di un servizio per ordine alfabetico, che forse avrebbe permesso di tenere la situazione sotto controllo ed avrebbe sicuramente creato meno disagi agli utenti e alla cittadinanza. Un discorso più ampio, infine, potrebbe e dovrebbe aprirsi ad emergenza terminata, con la necessità di potenziare i servizi, ipotizzando anche il trasferimento dell’ufficio centrale.






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.