Cosa ne è stato dell’idea lanciata dall’amministrazione comunale per porre un freno alla spiacevole abitudine di diversi cittadini (setini e probabilmente non setini) di andare a gettare la loro immondizia nel vecchio tratto della 156 dei Monti Lepini che collega l’abitato di Sezze scalo all’area adiacente il lago Mole Muti? E’ quello che si chiedono in tanti, considerato che l’area in questione, circa 4 chilometri che iniziano a ridosso delle ultime case di via Veneto e terminano (in un solo senso di marcia) accanto al lago, sembra addirittura essere peggiorata dopo che si era deciso di intervenire in modo massiccio per permettere anche una generale bonifica delle decine di discariche a cielo aperto che dal momento della chiusura del vecchio tratto, sostituito dalla nuova 156 che lo affianca, erano iniziate a sorgere.
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Una volta inaugurato il nuovo tratto che dall’altezza della rotatoria di via degli Archi di San Lidano porta direttamente alla zona di Ceriara agganciandosi a quello che termina a ridosso di Mezzagosto, il vecchio tracciato della Monti Lepini era passato sotto la responsabilità comunale, con l’Astral ad occuparsi della gestione del nuovo. Da quel momento e in considerazione del fatto che improvvisamente fosse diventato scarsamente trafficato, erano spuntate come funghi numerose discariche a cielo aperto, alcune delle quali addirittura piene di rifiuti speciali. Ad occuparsene con tantissime segnalazioni erano state le forze di opposizione in consiglio comunale a Sezze, soprattutto il gruppo di SezzeBeneComune, che aveva persino fatto realizzare una mappatura delle innumerevoli discariche che interessavano quel tratto.
Oltre alle segnalazioni, però, si era addirittura arrivati a proporre diversi progetti per salvaguardare quell’area e per renderla fruibile a cittadinanza e ad eventuali turisti. Sollecitata dalle segnalazioni, ufficiali e ufficiose che fossero, l’ente aveva deciso di intervenire e lo scorso 10 settembre aveva lanciato ufficialmente la sua idea, quella di mettere una sbarra all’inizio e alla fine del tratto per permettere l’ingresso solo ai residenti e consentire alla Servizi Pubblici Locali di effettuare accurate operazioni di bonifica senza la necessità di occuparsi del traffico veicolare. L’idea, comunque, aveva ricevuto diverse critiche soprattutto sui Social e per questo motivo, probabilmente, a distanza di due mesi dalla proposta non si è fatto nulla, mentre paradossalmente l’immondizia e l’erba alta a circondare la stessa e a restringere in alcuni casi la carreggiata, sono perfino aumentate a vista d’occhio.
(foto Paolo Bucciarelli)
















