“Considerato il valore che le processioni religiose rivestono per la pietà del popolo cristiano, affinché sempre più diventino manifestazioni autentiche di fede”. Esordisce così nel decreto vescovile la nota della Curia di Latina a firma del vescovo Mariano Crociata e il suo vice cancelliere don Gianmarco Falcone, nella quale vengono elencate le disposizioni per lo svolgimento delle processioni religiose. Regole che a causa della pandemia i fedeli conoscono benissimo essendo le stesse disposizioni che si usano nella “nuova quotidianità” dettata dalle regole per contrastare la diffusione dei contagi da Covid-19: indossare la mascherina, evitare assembramenti, controllo della temperatura corporea, rispetto delle distanze interpersonali, in più per la funzione religiosa in atto, non è consentito il bacio di reliquie, statue ed oggetti religiosi portati in processione.
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Tutto questo però non è bastato per poter far svolgere la processione in onore di San Lidano nella giornata di ieri per i fedeli della chiesetta di Casal Bruciato. Le strade sono state addobbate in onore del passaggio del Santo come da tradizione, con immagini religiose e altarini che si tramandano da generazioni di padre in figlio, per quella devozione verso il patrono tanto amato dalle famiglie che ormai da diversi mesi si sentono pecorelle smarrite, allontanati da un luogo di culto che rappresenta il volano di un legame sociale che tramite la devozione e la fede unisce in un’unica famiglia l’intera comunità.
Agli abitanti di Casal Bruciato, a questo punto, non resta che attendere che il parroco, don Gianmarco Falcone, lo stesso che ha firmato il decreto relativo alle processioni, ritorni sui suoi passi nei confronti della chiesetta di San Lidano, o altra ipotesi, si opti per l’arrivo di un nuovo parroco, magari per ridurre il carico di impegni sul territorio che possa così riportare i fedeli a pregare presso la chiesetta di Casal Bruciato ma anche tornare a vivere la processione in onore di San Lidano, per la quale era tutto pronto, infatti il percorso era stato addobbato in onore del patrono, purtroppo però non c’è stato nessun rito religioso, con l’ennesima e incomprensibile decisione contro i fedeli del posto. Un rito religioso iniziato nel lontano 1955 e interrotto ieri, sperando che sia solo una pausa e non una fine.










