SEZZE, la questione della statua potrebbe avere strascichi anche sul nome del prossimo sindaco

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La questione della statua e di un eventuale voto contrario da parte del consiglio comunale all’idea della sua realizzazione sostenuta da sempre dal sindaco, oltre a mettere in imbarazzo lo stesso primo cittadino, potrebbe avere serie ripercussioni, come detto sulla durata del mandato e sulla tenuta della maggioranza, ma anche sulle elezioni che a Sezze si svolgeranno nella primavera del 2022. In caso di voto contrario, ipotesi sempre più accreditata in considerazione anche della posizione espressa dal presidente del consiglio comunale Enzo Eramo, il sindaco potrebbe essere costretto a prendere atto che la sua maggioranza l’ha mollato proprio su un tema che tante polemiche ha suscitato di fronte all’opinione pubblica.

Questa eventualità aprirebbe, ovviamente, ad uno scenario che di fatto porrebbe lo stesso Di Raimo, dimissionario o non dimissionario, in una posizione di rottura rispetto al Pd, o almeno a quella parte di partito che finora lo ha sostenuto apertamente. Ma questa situazione, paradossalmente, favorirebbe quelli che Di Raimo non l’hanno mai pienamente gradito o apertamente sostenuto, dal 2017 a oggi, da quando lanciò la sua candidatura a diventare sindaco al momento in cui bisognava prendere scelte, sia di carattere politico che amministrativo. Le domande che in molti si pongono, quindi, sono quella di quanto “converrebbe” oggettivamente al Pd di Sezze “liberarsi” di Di Raimo, di quanti resterebbero al loro posto e di quanti, invece, seguirebbero il primo cittadino mettendo il partito nella condizione di dover rinunciare ad una cospicua cifra di numeri che lo stesso Di Raimo potrebbe vantare.

Di contro, le sue ipotetiche dimissioni in qualche modo toglierebbero l’imbarazzo di chi non è così convinto che tra due anni scarsi il sindaco debba essere messo nelle condizioni (come Siddera e Campoli prima di lui) di presentarsi per affrontare il secondo mandato. Quello che si scatenerebbe, insomma, e sempre qualora il sindaco decida di fare un passo indietro rispetto ad una vera e propria “onta” nel non ricevere il voto favorevole e convinto della sua maggioranza sulla questione della statua al Belvedere, potrebbe essere considerato un vero e proprio boomerang per il Partito Democratico, che nel mese di settembre aveva deciso di ricostruirsi dalla base e che invece adesso si trova in una situazione di limbo che rischia di ridimensionarlo pesantemente, con una parte schierata apertamente contro la volontà del sindaco e che non fa mancare l’occasione per farlo sapere alla cittadinanza.

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