E’ passato al vaglio della commissione consiliare Lavori Pubblici il disciplinare contenente le norme tecniche da seguire per il corretto uso del suolo pubblico sia in ordine all’attività di manomissione che quelle di ripristino del suolo. A portarlo tra i banchi (virtuali, con la riunione che si è tenuta sulla piattaforma Skype) della commissione la presidente Francesca Barbati. La stessa esponente in consiglio comunale della lista Sezze Protagonista con Di Raimo ha spiegato in avvio di seduta che il disciplinare, già approvato in giunta, riguarda i lavori che vengono realizzati sul manto stradale da parte di società, secondo il quale prima dell’intervento dovrà essere rilasciata l’autorizzazione e poi valutati i lavori di ripristino del suolo pubblico.
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All’interno del disciplinare, come spiegato dalla dipendente comunale Marika Varrone che ha collaborato alla sua stesura, vengono indicate le modalità di presentazione della domanda, è previsto un modulo che deve essere compilato dai richiedenti, privati o società e sono anche indicati i tempi di esecuzione per l’emissione dell’autorizzazione da parte del settore V, con un deposito cauzionale per gli interventi di manomissione del suolo. Lo stesso responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, Vincenzo Borrelli, ha spiegato come il disciplinare possa semplicemente essere considerato una normalizzazione dei procedimenti amministrativi, oltre ad una tutela per l’ente, che spesso si ritrova con strade colabrodo proprio a causa di interventi di altro genere che ne compromettono la tenuta.
Le domande che arriveranno all’attenzione del Comune, in bollo come per legge, prevederanno anche il pagamento dei diritti di istruttoria per 200 euro, perché oltre alla verifica dei presupposti per il rilascio dell’autorizzazione, vi è la verifica del ripristino dello stato dei luoghi secondo le prescrizioni impartite. Ai fini delle garanzie reali si è deciso anche di inserire l’obbligo della prestazione di una garanzia finanziaria, che può essere versata in contanti oppure mediante una polizza assicurativa. L’importo minimo stabilito è di 3.000 euro e se gli scavi interessano la lunghezza maggiore di 10 metri quadrati sarà necessario un computo metrico da parte dell’istante per vedere quali sono i costi di ripristino. Se i lavori sono ben eseguiti questi importi vengono restituiti oppure viene svincolata la polizza.






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