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Mondoreale > Blog > Politica > SEZZE, Covid e statua al Belvedere: le considerazioni di Rita Palombi
Politica

SEZZE, Covid e statua al Belvedere: le considerazioni di Rita Palombi

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2020 10:56
Simone Di Giulio Pubblicato 6 Maggio 2020
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“La pandemia che stiamo affrontando ci ha fatto comprendere come sia importante il concetto di squadra, condivisione, reciprocità, solidarietà, tolleranza, determinazione, affidabilità, trasparenza, fiducia, speranza e coraggio da esprimere in un momento dove le paure, le angosce, l’incerto, la rabbia, la disperazione e l’isolamento tendono a sopraffare gli animi anche dei più ottimisti. Siamo condizionati da cambiamenti radicali e tutto il periodo di isolamento vissuto e in parte ancora attivo, avrebbe dovuto farci capire come siano importanti gli aspetti  sopraelencati”. E’ quanto sostiene Rita Palombi, consigliere comunale di Sbc, che entra nello specifico affrontando uno dei temi caldi in città, quello della statua che dovrebbe sorgere all’interno del Belvedere di S.Maria.

“Il Covid19, fortunatamente, non ha l’effetto dell’Alzheimer e rientrare parzialmente al lavoro per trovare una proposta di delibera sull’abuso perpetrato al Murolatera è francamente deludente. La politica non è opinione personale ma, per essere virtuosa, deve tendere ad esprimere un sentito comune, una esigenza collettiva, un interesse pubblico che va oltre i personalismi. Mi sarei aspettata un atto d’amore da parte di chi vuole, costi quel che costi, alzare un monumento alla gloria di un Santo che si starà rivoltando nella tomba. Un atto d’amore caratterizzato dal confronto democratico per comprendere le ragioni di tutti, senza escludere nessuno. Un atto d’amore che esprima condivisione, dialogo, comunità, bene collettivo, memoria, storia, antropologia, cultura, visione del mondo, ripulito dalle celebrazioni di parata di un potere fine a se stesso. Un atto d’amore intriso di umiltà, di sentimento vero, quello empatico che entra nei panni altrui, quei panni anonimi, senza monumenti, senza esaltazioni e senza corone. Immagino San Lidano oggi, si sarebbe rimboccato le maniche e sarebbe stato tra i malati di Covid19 e si sarebbe pure risentito se qualcuno avesse “buttato soldi” per erigere una statua a sua memoria, anziché utilizzarli per scopi più umani, legati alla salvezza dei corpi e delle anime di Dio, quelle anime abbandonate a se stesse, quelle povere, quelle che, con questa emergenza sanitaria, rimarranno indietro per mancanza di strumenti e perché sono meno fortunati di altri”.

Secondo l’esponente civica qualsiasi scelta fatta sul territorio verrebbe decisa nelle segrete stanze a cui non è dato il confronto nemmeno ai consiglieri comunali, basti pensare al Belvedere, alla piazza di Sezze Scalo, al Parco di Piazzale delle Regioni: “Mi chiedo come si possano fare sonni tranquilli di fronte all’ipotesi che per un Santo non ci sia l’unanimità del consiglio comunale. Povero San Lidano, in mano a pochi che pensano alla politica come “potere” sulla sopraffazione del più debole, sulla vittoria dell’arrogante a scapito della coraggiosa espressione degli umili, sul controllo del voto con il “ricatto sociale”, sul pensiero “condizionato” anziché libero, sulla verità in tasca senza dubbio alcuno con una posizione diametralmente opposta  a  chi ogni giorno soffre in compagnia dei propri pensieri angosciati, sensibili ed empatici e che cerca di dare voce a chi non ha il coraggio di farlo. Mi rendo conto come determinati “personaggi” abbiano costruito la loro fortuna sulla paura di un popolo troppo disperato per ribellarsi, troppo angosciato per pensare in maniera critica, troppo deluso per credere che possa esistere una politica virtuosa, trasparente, democratica e partecipata”.

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