ROCCAGORGA, diffamazione a mezzo social: la Restaini presenta una querela

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Potrebbe addirittura finire nelle aule di un tribunale la lunga querelle che da mesi interessa i rapporti all’interno della maggioranza guidata da Nancy Piccaro. Ieri pomeriggio, infatti, la questione è diventata ancora più spinosa dopo che l’assessore Lubiana Restaini si è presentata dai carabinieri della stazione di Sezze a presentare una denuncia per diffamazione e calunnia, estendendo la stessa anche alla Polizia Postale, alla Procura della Repubblica e, per conoscenza, ai vertici dei partiti di Forza Italia e della Lega.

Nodo del contendere un post apparso nella serata di sabato su un profilo Facebook chiamato “W la Legadellalibertà (Il Movimento)”, nel quale si attaccava in anonimo, ma senza fare riferimenti ad una persona specifica, un generico assessore che in questo periodo non avrebbe partecipato all’attività amministrativa per poi, miracolosamente, tornare ad interessarsene per la questione della gestione dei finanziamenti che Governo e Regione hanno messo a disposizione degli enti locali. A sentirsi chiamata in causa, anche per alcuni dettagli emersi all’interno del post incriminato, è stata proprio Lubiana Restaini, che già da domenica aveva minacciato di presentare una denuncia contro ignoti, considerando il gesto vile e raccogliendo diversi attestati di solidarietà sotto lo stesso post, stranamente arrivati da cittadini e da diversi esponenti delle opposizioni, dagli ex consiglieri Gigli e Nardacci, passando per l’attuale Gianluca Frateschi e il segretario del Pd Francesco Scacchetti, mentre dalla sua maggioranza nemmeno un’interazione, se non si considera il MiPiace del presidente del consiglio Maurizio Fusco.

La portata mediatica di quanto accaduto ha, evidentemente, spinto l’autore del post a correggere il tiro, pubblicando una rettifica dopo aver accuratamente cancellato il post precedente. Nel tentativo, tutto sommato goffo, di aggiustare il tiro, si è fatto riferimento ad un gap tecnologico che avrebbe trasformato quella che sarebbe inizialmente stata una bozza in un post pubblico e visibile ai proprio contatti e a tutti quelli che transitavano sul quel profilo. La stessa Lubiana Restaini ha spiegato come la toppa è stata peggio del post da cui ne è scaturita la denuncia: “E’ giunto il momento – ha spiegato l’assessore alle Attività Produttive e consigliere nazionale dell’Anciche questo ‘pseudo vigliacco’ che scrive questo infamante post, si dovrà assumere le responsabilità civili e penali per la diffamazione a mezzo social perpetrata nei miei confronti e pagherà in sede penale e civile”.

Ora sarà quindi compito degli inquirenti risalire all’autore, probabilmente cercando di associare quel profilo falso ad una persona reale e comprendere, tramite tracciatura dell’ip, chi fisicamente ha scritto e postato quella nota.

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