Per la prima volta nei trent’anni di attività dell’impianto di Colfelice, la tariffa di trattamento dei rifiuti diminuisce anziché aumentare. È quanto emerge dalla Determinazione n. G13258 del 30 settembre 2026, con cui la Direzione regionale Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio ha approvato il Piano Economico Finanziario 2024-2025 del TMB gestito da SAF S.p.A..
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Secondo quanto comunicato dalla società, la Regione ha verificato bilanci, libro cespiti e prospetti contabili, giudicando i costi completi, coerenti e congrui e validando il piano senza apportare rettifiche.
La prima validazione regolatoria ARERA ha fissato la tariffa di conferimento a 232,99 euro a tonnellata per il 2024 e a 239,34 euro per il 2025. Nel corso del 2024 SAF aveva invece fatturato ai Comuni 236,95 euro a tonnellata, mentre nel 2025 la tariffa applicata era stata di 239,53 euro. La differenza, fa sapere la società, sarà quindi restituita ai 91 Comuni soci.
Il risultato viene collegato anche al percorso di risanamento e revisione dei costi avviato negli ultimi anni. Dal 1° gennaio 2024, secondo SAF, è stato azzerato lo smaltimento in discarica dei rifiuti conferiti dai Comuni, destinando il 100% dei flussi al recupero di materia ed energia. Nel 2022, invece, oltre un terzo dei rifiuti sarebbe ancora finito in discarica.
Nonostante i maggiori costi legati al recupero, la società riferisce di aver compensato gli oneri attraverso una spending review su contratti, servizi e organizzazione. I costi operativi dell’impianto sarebbero così scesi da 23,6 milioni di euro nel 2024 a 22,2 milioni nel 2025, con una riduzione di 1,4 milioni, pari a circa il 6%.
A questo si aggiunge un finanziamento da 3 milioni di euro a valere sul FESR Lazio 2021-2027 destinato al revamping tecnologico dell’impianto, il cui ultimo ammodernamento risaliva a circa vent’anni fa.
Tra le scelte indicate da SAF figurano inoltre il fattore ka fissato a zero, con la rinuncia al premio tariffario ARERA previsto per le buone prestazioni ambientali, e l’utilizzo dei ricavi derivanti dalla vendita dei materiali recuperati per contribuire alla riduzione della tariffa.
Resta aperta, invece, la questione dei flussi destinati al termovalorizzatore di San Vittore del Lazio. Secondo la società, le ultime disposizioni regionali hanno limitato a 36mila tonnellate annue la quantità di combustibile solido secondario che SAF può conferire all’impianto, costringendo a spedire fuori regione una parte del materiale prodotto a Colfelice, con maggiori costi di conferimento e trasporto.
SAF chiede quindi alla Regione di applicare il criterio di prossimità previsto da ARERA, così da riportare una quota maggiore dei flussi all’interno della provincia di Frosinone e ridurre ulteriormente le tariffe negli anni successivi.
«Per la prima volta da quando esiste l’impianto, ossia da trent’anni a questa parte, la tariffa scende anziché salire e ai nostri Comuni soci torneranno indietro dei soldi», dichiara il presidente di SAF S.p.A. Fabio De Angelis.
«La Regione ha certificato senza alcuna rettifica la correttezza dei nostri conti. È un risultato che va a diretto beneficio dei cittadini della provincia di Frosinone e che attesta la correttezza e la trasparenza della gestione dell’impianto», prosegue De Angelis.
Il presidente rivendica quindi il percorso di risanamento e la scelta di superare lo smaltimento in discarica senza aumentare i costi a carico dei Comuni. «Ora la Regione faccia la sua parte: non è accettabile che l’unico termovalorizzatore del Lazio sia a San Vittore e i rifiuti della nostra provincia debbano viaggiare fuori regione a costi più alti. Riportare quei flussi a casa significa ridurre ancora la tariffa per i Comuni ciociari e premiare chi ha scelto la svolta ecologica», conclude.




