SEZZE, il gesto di normalità di Iride che cancella banalità e ipocrisie

4 minuti di lettura

7 righe di uno stato di Facebook. Uno tra tanti, penserà qualcuno, soprattutto se si considera che in tempo di quarantena i Social sono diventati uno sfogatoio e un modo utile anche a passare il tempo. Ma dietro queste 7 righe c’è altro, c’è probabilmente l’abbattimento di un tabù, quello relativo ai contagi da Covid-19. A scriverlo, in un gesto che personalmente (ci tengo a ribadirlo, personalmente) ritengo essere un grande atto di civiltà e di rispetto per se stessi e per gli altri, è stata Iride Di Lorenzo e il testo non ha nemmeno bisogno di commenti: “Si, mio marito è risultato positivo al tampone per il virus, la risposta è arrivata questa mattina a gelarci il cuore ma devo anche aggiungere che dopo una settimana di febbre alta oggi è il terzo giorno di assenza. Io e Lorenzo stiamo bene. Siamo stati molto attenti dal momento in cui il presidente Conte ha annunciato lo stato di allerta e non siamo entrati mai in contatto con nessuno. Contrarre il virus non vuol dire essere delle persone cattive o irresponsabili, vuol dire solo essere più deboli”. No, Iride, permettimi anche di dissentire su questa ultima frase. Purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi è casuale, come lo è stato per il tuo Jacopo, mentre convengo assolutamente con Te (non uso il maiuscolo impropriamente, ma perché lo meriti) che chi viene contagiato non è una persona cattiva ed irresponsabile, come spesso la banalità e l’ipocrisia che in questo periodo sembrano essere aumentate esponenzialmente farebbero credere. Il Tuo, Iride, mi permetto di reputarlo un gesto di grande civiltà, di onestà e di lucidità, probabilmente anche contrario alle procedure che in ambito sanitario si è deciso di seguire per questi casi così delicati. Personalmente mi sento di apprezzarlo ma, con la stessa onestà intellettuale che credo di poter vantare, non vuol dire che critico chi questo coraggio non ha dimostrato di averlo. Tre settimane sono un’eternità in questo momento. Tre settimane fa le cose erano diverse, si sapeva poco, si tendeva inesorabilmente a nascondere qualcosa che si conosceva appena. Oggi, grazie anche ad una quotidiana (secondo alcuni ossessiva, ma questi sono altri discorsi) informazione sull’argomento Covid-19, la situazione è radicalmente cambiata e mi auguro dal profondo del cuore che, usciti da questo momento, si riesca anche a ragionare sugli errori commessi e su cosa si poteva e si doveva fare per evitare di trovarsi alle prese con banalità ed ipocrisie che rendono tutto più complicato.

Simone Di Giulio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: