Terremoto politico a Roccagorga, con il gruppo di Tradizione e Futuro a sostegno del sindaco Nancy Piccaro che perde un pezzo importante della coalizione, la Lega, che ha deciso di uscire dalla maggioranza e lo ha fatto formalmente con una nota firmata dal Maurizio Fusco, presidente del consiglio comunale di Roccagorga e, contestualmente, responsabile locale del Carroccio. La goccia che avrebbe fatto definitivamente traboccare il vaso sarebbe stata la decisione dell’ente di presentare la domanda per il proseguimento del servizio Sprar per il triennio 2020-2022 senza condividere con gli alleati del partito di Matteo Salvini le modalità e i motivi di tale scelta. E’ stato lo stesso Maurizio Fusco a spiegare come sulla piattaforma del Ministero dell’Interno lo scorso 10 gennaio sia apparsa la richiesta del Comune di Roccagorga riguardo i nuovi progetti del Servizio centrale del sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati: “Ritengo che il rinnovo di tale progetto – si legge nella nota firmata da Maurizio Fusco in accordo con i responsabili provinciali e regionali del suo partito, chiamati in causa dallo stesso esponente politico – doveva essere condiviso ed effettuato nella massima trasparenza, tenendo informata la collettività, poiché lo stesso progetto richiede anche l’impegno di risorse comunali per il controllo e il monitoraggio degli richiedenti”. Nessuna forma di condivisione, invece, sarebbe stata messa in pratica dalla maggioranza guidata da Nancy Piccaro, che avrebbe intrapreso questa scelta senza consultarsi con le forze politiche che compongono la coalizione. Vero che si tratta di un progetto civico di più largo respiro, ma dall’insediamento in poi ogni componente ha praticamente preso una posizione univoca rispetto alla propria provenienza politica, con Restaini in Forza Italia, Fusco e Orsini in nome e per conto della Lega, Romanzi in Fratelli d’Italia. Ed è proprio nei confronti di questi due ultimi soggetti politici, entrambi peraltro all’interno della giunta comunale, che adesso si concentreranno le attenzioni di tutti. Difficile immaginare che i membri dell’esecutivo non fossero al corrente di questa operazione e, qualora non siano stati nemmeno loro avvertiti di quello che si voleva fare, la situazione diventerebbe ancora più complessa. Non meno complessa, però, la questione che si aprirebbe all’interno della coalizione qualora tutti in giunta sapessero cosa stava per accadere. Una situazione complicata ed articolata, che adesso lascia anche spazio alle eventualità, con la posizione in giunta di Orsini sempre più a rischio e con la crisi, finora scongiurata su altri temi caldi, che alla fine è esplosa in maniera fragorosa.