“Nessun bambino al di sotto dei sei anni sia ammesso a frequentare i servizi educativi per l’infanzia nonché le Scuole dell’Infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, senza la preventiva verifica delle vaccinazioni obbligatorie ex lege presso l’anagrafe vaccinale della Regione Lazio”. E’ questa la decisione del sindaco di Sermoneta Claudio Damiano, che lo scorso 4 settembre, in previsione del rientro a scuola dei piccoli studenti, ha emanato un’ordinanza che obbliga alla vaccinazione per poter accedere ai servizi scolastici. La scelta del primo cittadino, come alcuni suoi colleghi in provincia di Latina, prende spunto dalle disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci, che ha disposto, al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, di garantire il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale, che per i minori di età, compresa tra zero e sedici anni, siano obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni per anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia e anti-parotite. Nonostante il decreto “Milleproroghe” 2018 abbia stabilito che le disposizioni che configurano la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni quale requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia e dalle scuole dell’infanzia si applichino a decorrere dall’anno scolastico e dal calendario annuale 2019/2020, il sindaco ha ritenuto opportuno seguire le precedenti indicazioni sulla materia: “Le scuole – si legge nell’ordinanza – sono frequentate anche da bambini con immunodepressione di ogni tipo, pertanto, ammettere bambini non vaccinati nelle scuole espone i primi ad un elevato rischio per la loro salute”. Il documento sarà inoltrato al dirigente scolastico e ai titolari di asili nido privati presenti sul territorio comunale, oltre che alla Prefettura di Latina, al Comando stazione dei Carabinieri di Sermoneta, alla Polizia Municipale di Sermoneta, alla Asl di Latina e al Ministro della Salute. Chi non osserverà i dettami dell’ordinanza, oltre alla non ammissione del figlio a scuola, sarà punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro.
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