Lei è stato un indiscusso protagonista delle primarie del PD. Il suo sostegno al candidato Enrico Forte è stato sicuramente importante e ha scatenato diverse polemiche. A distanza di due mesi pensa che attriti e incomprensioni siano superati?
Spero e penso di sì. Come sempre, le novità spaventano sempre e spaventano soprattutto i pavidi di cuore e di spirito. In questo senso Enrico Forte ha dimostrato di avere la statura di un leader vero che non si è lasciato condizionare da venticelli fastidiosi ma di nessuna importanza.
Lei è ritornato prepotentemente sulla scena politica di Latina dopo qualche tempo. Quali sono i motivi che l’hanno spinta a questo nuovo impegno politico?
Un moto di reazione di fronte alla vista di una città abbandonata, isolata e sconsolata dopo un ventennio di governi di centrodestra passato quasi inutilmente.
Perché il PD? Pensa che questo partito possa essere la casa del riformismo italiano?
Perché il riformismo può essere la nuova frontiera dell’attuale PD e di tanta parte della cultura progressista e liberale italiana che non ha ancora una casa e uno spazio dove collocare i propri ideali e le proprie aspirazioni. E la nuova frontiera del riformismo si potrà aprire con il prossimo referendum sulla riforma costituzionale recentemente approvata dal Parlamento. Solo allora nascerà davvero e finalmente una Seconda Repubblica e niente, nemmeno i partiti insieme alle istituzioni saranno più come prima.
A Latina il centrodestra governa ininterrottamente da molti anni. Alla luce degli ultimi accadimenti pensa che il centrosinistra possa finalmente conquistare il Palazzo Comunale?
Penso di sì. E lo spettacolo di questi giorni con i tentativi patetici di riesumare alleanze tra fratelli-coltelli dei partiti del centrodestra confermano che cambiare a Latina non è solo una opportunità per il centrosinistra ma una necessità per il futuro stesso della città.
Se Forte riuscisse a diventare sindaco di Latina che cosa dovrebbe fare nei primi cento giorni?
Rimettere in moto la macchina del Comune recuperando intelligenze e professionalità da tempo mortificate e cambiando davvero tutti i vertici che dovranno essere coerenti e conseguenti con il programma da realizzare. E riunire tutti i sindaci della provincia di Latina per sancire una Santa Alleanza che scongiuri una divisione e una lacerazione del nostro straordinario territorio.
Il centrodestra si appresta a fare le primarie? Politicamente è un fatto nuovo, ma nella sostanza può cambiare qualcosa in termini di prospettiva politica ed amministrativa per il centrodestra?
Penso proprio di no. Al centrodestra farebbe bene solo una lunga pausa di riflessione. Anche per favorire la nascita di un gruppo dirigente formato sulla passione e sulle idee e non su cariche e ruoli frutto solo di nomine e investiture.
Come vede l’esperienza dei movimenti civici che si stanno formando a Latina?
E’ un fatto importante. Ed è un fatto positivo. Bisogna comprendere le ragioni del civismo e dialogare con questi movimenti. Ma sarebbe debole e sbagliato usare solo le lusinghe. Prendere spunti del meglio che possono proporre ma sempre cercando la sintesi con le proprie idee e la propria storia.
Acqua e rifiuti, ovvero Latina Ambiente e Acqualatina. Che fare?
Sarei addirittura favorevole a riprendere il controllo pubblico di queste aziende. E per controllo intendo la gestione. E comunque se la gestione deve essere improntata a economicità questa non potrà mai prescindere dalla natura di servizio pubblico delle attività di queste due realtà.
Un buon sindaco per ben governare deve avere intorno a se una squadra solida e competente. Alla luce dell’evoluzione del quadro politico nazionale, l’amministrazione comunale di una città importante come Latina può pensare di pescare anche fuori il classico recinto politico dei partiti?
Dovrà essere così. Il sindaco della seconda città del Lazio deve avere una visione e una prospettiva del governo della città che non potrà essere rinchiusa e racchiusa nel recinto del partito o dei partiti. Enrico Forte che sarà il prossimo sindaco di Latina ha già dimostrato di non essere vincolato e condizionato da logiche di partito ma di sapere che spesso per volare alto è necessario volare con l’altro.

Lidano Lucidi