Dopo la caduta dell’amministrazione Zaccheo è arrivata quella dell’amministrazione Di Giorgi. Sta diventando proprio così difficile portare a termine la legislatura per quella che è la seconda città della Regione Lazio?
Come ho già avuto modo di dire pubblicamente, aver fatto cadere il sindaco Zaccheo fu un errore politico rilevante, dal quale evidentemente qualcuno non ha tratto gli insegnamenti necessari. Fino a quando le ingerenze esterne saranno così forti, il rischio rimane. Stiamo lavorando proprio per creare un nuovo centrodestra “made in Latina”, libero da quei vincoli oppressivi che non fanno certo gli interessi della nostra città.
L’esperienza amministrativa di Di Giorgi si è conclusa con molti nodi ancora da sciogliere. Particolarmente delicata appare la situazione di Latina Ambiente. Si sente di rassicurare i lavoratori e la città sulla gestione dei rifiuti? Quali progetti ha in cantiere per la gestione dei rifiuti anche in funzione dei nuovi decreti sulle partecipate di qualche giorno fa?
Non dimentichiamo che, insieme ad Acqualatina anche Latina Ambiente è stata una delle ragioni per cui è caduta l’amministrazione Di Giorgi. Noi volevamo continuare l’esperienza della municipalizzata mettendo in campo degli accorgimenti tecnico-amministrativi che avrebbero affrontato in maniera strutturale l’esposizione debitoria della società e, sicuramente, garantito l’occupazione, ma la maggioranza formatasi in Consiglio Comunale ha operato altre scelte. Oggi l’Amministrazione ha avviato gli atti per la esternalizzazione del servizio per cui deve ritenersi conclusa l’esperienza della Società Partecipata, ancorchè debba essere assicurata, nell’ambito delle limitazioni previste dalle disposizioni di legge vigenti in materia, l’occupazione delle maestranze impiegate dalla società.
ZTL, lascia o raddoppia?
Da raddoppiare e potenziare senza se e senza ma.
Lei è stato molto duro e critico con il PD e Forza Italia sulla questione Acqualatina, chi sono i vincitori e chi sono i vinti?
Senza tema di cadere nel retorico, a perdere sono stati i cittadini-utenti del servizio, che hanno assistito ad una bruttissima pagina della storia della nostra provincia.
Le primarie sono davvero l’unico strumento per ridare vivacità al centro destra oppure anch’esse hanno dei limiti?
Certamente le primarie per il centro destra sono una novità e sono lo strumento per permettere ai cittadini di indicare chiaramente chi dovrà essere il loro rappresentante come sindaco alle elezioni e, se va bene, il futuro Primo Cittadino. Una rivoluzione copernicana, e non è un caso che a far resistenza sono proprio quelle persone che non vogliono aprirsi al cambiamento e vorrebbero continuare a far scegliere il candidato sindaco nel chiuso delle segrete stanze, ancor meglio se romane…
PD, Movimento 5 Stelle e liste civiche sono oggi più temibili che in passato. Se lei non fosse Nicola Calandrini, ma fosse un elettore di centro destra deluso, prenderebbe in considerazione di votare uno di questi due partiti/liste?
Domanda complessa che richiederebbe una serie di risposte articolate che rischierebbero di annoiare il lettore. Lei è davvero convinto che il PD sia veramente l’alternativa al “cambiamento”? Mi sembra che la vicenda Acqualatina abbia dimostrato chiaramente come siano stato seguiti più gli interessi di bottega che quelli dei cittadini, facendo cadere due amministrazioni comunali, Terracina e Latina, pur di raggiungere i propri scopi. Le liste civiche, sono certamente l’espressione di un malessere e di un disagio che la politica non ha saputo capire ed interpretare dando le risposte che i cittadini si attendevano, ma il civismo ha sempre avuto in questa Città, gambe corte e respiro limitato, e non è un caso che i componenti eletti nelle liste civiche siano poi sempre confluiti in qualche partito politico. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle non mi sembrano esaltanti le performance nei comuni dove amministra. Per cui se fossi un elettore, e non solo del centro destra, avrei molte esitazioni a votare e sostenere questi schieramenti.
Quali sono le sue priorità per Latina?
Discorso anche questo che richiederebbe un intero giornale con il rischio di dare risposte non esaustive e non articolate. Prima di tutto una copertura finanziaria ai progetti cercando di reperire risorse finanziarie su altri fronti. Leggo di proposte elettorali che girano e di propositi molto belli e stimolanti, ma che non tengono conto della realtà dei conti pubblici. Oggi, infatti, il bilancio di un comune è bloccato all’ 90% da spese fisse, con il Patto di stabilità che non ti permette di sforare. Con quel rimanente 10% pensiamo davvero di rifondare la città? Chi lo propone o non conosce le cose ( male ) o è in malafede (peggio). Serve prima di tutto partire dall’ordinario: le strade, il verde, l’illuminazione riportando la città ad essere “normale”. Dobbiamo rivedere il piano Regolatore pensando un consumo suolo a zero, rivedere la macchina amministrativa, aprire il comune ai cittadini affinchè diventi una ” casa di vetro”. Dovremo pensare finalmente Latina come una ”città di mare”, intercettando tutte quelle risorse pubbliche non locali, e quelle dei privati che intendono investire nello sviluppo della nostra marina, utilizzando anche l’area delle Terme, una volta terminato il contenzioso con Condotte.

Lidano Lucidi