Anche quest’anno, grazie ai progetti svolti nello scorso anno scolastico, è giunto il riconoscimento per il Comprensivo Pacifici di SCUOLA AMICA DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI UNICEF – MIUR.
Da 7 anni l’UNICEF Italia realizza, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) il progetto-pilota “Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi”, che prevede a fine percorso un attestato di riconoscimento. L’ attestato dello scorso anno comprende anche un importante riconoscimento per quanto concerne la lotta al fenomeno del bullismo
Ricordiamo che l’UNICEF è da sempre una presenza importante nella scuola italiana. Insegnanti, dirigenti scolastici, genitori e alunni sanno di poter sempre trovare nell’UNICEF un valido supporto nel loro impegno quotidiano per costruire una scuola amica dei bambini e dei ragazzi. Promuovere i diritti dei bambini e dei ragazzi in Italia è un impegno che per l’UNICEF deriva direttamente dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (in particolare, dall’art. 45): impegno che si traduce in una serie di proposte e attività che l’UNICEF rivolge al mondo della scuola.
Quest’anno la proposta educativa dell’UNICEF Italia per l’anno scolastico 2015-2016 riguarda l’Albero dei Diritti che si articola in 5 proposte di lavoro ispirate ai quattro principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell’infanzia (non discriminazione, ascolto, superiore interesse del minore, diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo)
In questo modo l’UNICEF coniuga le sue proposte didattiche nelle scuole italiane a iniziative a sostegno dei programmi per l’infanzia nel mondo: iniziative di raccolta fondi a livello di classe, di sezione o di scuola, associate a una riflessione sul concetto di solidarietà, con una ricaduta anche sull’aspetto educativo.
Per l’a.s. 2015-2016 l’UNICEF propone alle scuole italiane di sostenere il progetto per mettere in sicurezza e dotare di infrastrutture adeguate una scuola in Giordania il cui nome è “Rahma”, posta a poche decine di metri dal confine con la Siria, dove frequentano le lezioni sia bambini giordani che siriani.


