Una segnalazione inquietante arriva da un cacciatore (figura che, contrariamente a quanto l’immaginario comune spesso deforma, tiene molto all’ambiente da cui scaturisce quella selvaggina che è elemento indispensabile della propria passione) che recatosi in pianura, località Cannalelle, nei pressi della Migliara 46, mentre procedeva lungo uno dei tanti immissari del fiume Ufente, si è imbattuto in uno spettacolo raccapricciante. Su un ciglio di strada c’erano adagiati residui di guaina rimossi probabilmente da qualche tetto; più avanti un altro cumulo di calcinacci frutto forse di una stessa, o di un’altra ristrutturazione; ancora più avanti dell’eternit adagiato a terra dopo essere stato frantumato (procedura che amplifica la pericolosità di emissioni di amianto nell’ambiente) e infine di una carcassa di auto, da quanto rimasto si potrebbe pensare una Toyota Yaris completamente distrutta dalle fiamme ed utilizzata chissà per cosa. Nelle terre accanto fiorisce il frutto dell’agricoltura locale che arriva nelle nostre tavole.
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