La cattiva e insalubre abitudine di accendere roghi al tramonto per bruciare erbacce e sterpaglie cui vengono mischiati altri materiali che rendono il fumo nero e di un odore acre e sgradevole, nella piana setina, si protrae ormai anche nei mesi invernali quando il buio arriva prima e nelle zone più interne della piana setina si levano roghi giganteschi che durano poco, ma liberano nell’aria colonne di fumo denso e puzzolente, indicatore chiaro e distinto della presenza, tra i materiali bruciati, di gomma e plastica. Materiali che, bruciati a fiamma parta, liberano nell’aria la tanto temuta diossina, ovvero una particella che viaggia nell’aere e che può essere facilmente inalata dalle persone con effetti collaterali sulla salute umana comprovati da studi scientifici. Purtroppo, intervenire per arginare casi simili è assai difficoltoso per le forze dell’ordine visto che tali fuochi vengono appunto accesi sul far della sera quando il buio nasconde le precise collocazioni; sebbene siano spesso di dimensioni considerevoli, hanno una durata temporale assai ridotta e poi continuano a liberare per ore fumo nero nell’aria che però, causa buio, non è più individuabile. Gli stessi residenti, costretti a tenere le finestre sigillate, li collocano nel quadrante compreso tra la Migliara 47 al di sotto di via del Murillo. Ma spesso si vedono anche percorrendo la stessa Migliara, sul lato verso Pontinia. Ultimamente si sono moltiplicate anche le segnalazioni telefoniche alle forze dell’ordine che però hanno le mani legate. L’unica speranze sarebbe quella di trovarsi nei dintorni di un falò che viene acceso, con una pattuglia già sul posto.
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