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Mondoreale > Blog > Speciali > Torna alla luce la “macchina dell’acqua” di Sermoneta: il mistero del progetto di Leonardo da Vinci
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Torna alla luce la “macchina dell’acqua” di Sermoneta: il mistero del progetto di Leonardo da Vinci

Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2015 19:18
Simone Di Giulio Pubblicato 2 Settembre 2015
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Sta tornando alla luce un pezzo di storia di Sermoneta rimasto sepolto dalla vegetazione per quasi un secolo. Nell’ambito del progetto “Ninfa, i Caetani, il Cavata e Foro Appio”, progetto finanziato dalla Regione Lazio e legato ad Expo 2015, l’Amministrazione comunale di Sermoneta ha inteso promuovere il restauro visivo della “Macchina dell’Acqua” nella pianura di Monticchio. Si tratta del congegno fatto realizzare dalla famiglia Caetani che permetteva, a partire dal cinquecento, il sollevamento ed il pompaggio delle acque verso la città alta di Sermoneta. Uno dei primissimi esempi in Europa di questo genere di ingegneria idraulica. Le vestigia di quello che una volta era un antichissimo mulino, detto Mola di S. Maria, probabilmente risalente al XII secolo, è stato utilizzato sino agli inizi del XX secolo, per poi cadere in stato di abbandono con la deviazione del fiume Cavata. Una folta vegetazione ricopriva le mura portanti ed il primo tratto di quello che era a tutti gli effetti un acquedotto.
C’è un mistero che aleggia attorno a questa macchina dell’acqua. Alcune fonti storiche tendono a mettere in relazione la presenza a Sermoneta di Leonardo Da Vinci tra il 1514 e il 1516, ospite di papa Leone X, con la progettazione e costruzione della macchina dell’acqua di Monticchio. Oggi la macchina dell’acqua si presenta come una struttura rettangolare, con una grande finestra ad arco a tutto sesto che si apre sul lato sud ovest. All’interno sono evidenti le tracce del passaggio del fiume Cavata, ma l’antica ruota in legno che pompava l’acqua verso il paese è stata completamente distrutta dal tempo, forse smontata subito dopo la dismissione della macchina. Le strutture murarie versano in buone condizioni, anche se in alcuni punti la vegetazione si è infiltrata tra le pietre minandone la solidità. La macchina dell’acqua è stata riportata alla luce grazie alla collaborazione dell’associazione Fiume Cavata e dell’Associazione Cavata Flumen, promotrici del progetto poi finanziato dall’amministrazione comunale. Le due associazioni si occupano del turismo fluviale nei canali del territorio di Sermoneta: il visitatore viene condotto con canoe singole o multiple lungo il corso del fiume attraversando un paesaggio selvaggio, incontaminato e ricco di testimonianze del passato medioevale del luogo, noto per essere stato utilizzato come approdo fluviale e via d’acqua per l’antico borgo di Sermoneta. Il percorso si sviluppa a partire dalla sorgente detta dell’Acqua Turchina, a Monticchio, in direzione della confluenza del Cavata con il canale Linea Pio VI, passando attraverso un paesaggio unico per integrità, qualità delle acque, presenza di testimonianze del passato. Ed è proprio nel percorso fluviale che è possibile scorgere la macchina dell’acqua. «Questo progetto, insieme all’istituzione del Monumento Naturale di Monticchio e la nascita di un parco tutelato dalla Regione, è uno dei cavalli di battaglia di questa Amministrazione comunale che intende rivalutare le potenzialità del territorio di Monticchio rendendole fruibili alla popolazione e ai visitatori», spiega il Sindaco Claudio Damiano. La natura si è rimpossessata della ex cava di Monticchio: lì dove si estraeva la pietra per costruire Littoria, oggi Latina, oggi è un polmone verde caratterizzato da 17 specie diverse di uccelli e altri 15 tra roditori e mammiferi, una flora suggestiva e selvaggia e un lago dal fondale calcareo. È in corso una mostra visitabile fino al 6 settembre a palazzo Caetani di Sermoneta sul monumento naturale di Monticchio curata dalla sezione di Latina di Italia Nostra in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Per passeggiate in canoa sul fiume Cavata si può contattare il numero 3804943218 o il 347/5839060.

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