Movimento libero Iniziativa sociale intende denunciare l’atteggiamento omertoso rispetto alla vicenda Ecomostro-Anfiteatro e complice nei confronti degli amministratori che hanno portato allo scempio del sito, assunto dalla sezione di Sezze dell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani.
Dopo essere stati in silenzio per anni (i lavori di devastazione dell’area sono iniziati nel 2005!) con modi di fare da Ponzio Pilato, ignorando (nel senso di non conoscendo), ma non lo crediamo, la vicenda, intervengono a sproposito con delle proposte improponibili. MLIS, prima di entrare nel merito della raccolta di firme che l’Agesci intende lanciare, ci tiene a sottolineare un punto fermo: se dal 2004 si parla di questo scandalo che interessa il territorio di Sezze, è solo grazie alla nostra azione, in questo Comune, alla Regione Lazio, nel Parlamento Europeo. Tutte le notizie di cui in troppi si sono appropriati anche con intenti devianti rispetto al problema, sono frutto del nostro impegno. Se non ci fossimo stati noi, in questo territorio nessuno ne avrebbe parlato. La battaglia di MLIS è iniziata prima che le ruspe abbattessero l’importante struttura progettata dall’achitetto Piacentini, prima che tutta l’area venisse devastata. E’ continuata fino a provocare l’interesse della Commissione Europea con la richiesta di restituzione dei finanziamenti dilapidati, per approdare alla denuncia dell’inserimento dell’Anfiteatro tra i siti da alienare da parte della Regione Lazio, a seguito di apposita delibera della giunta del presidente Zingaretti, di cui fa parte la sezzese Sonia Ricci. Diversamente chi lo avrebbe saputo, chi avrebbe parlato della messa in vendita? L’appello dell’Agesci al presidente Zingaretti affinché visiti l’Anfiteatro è retorico. Zingaretti ben conosce la vicenda, che gli è stata sollevata più volte in Consiglio regionale. La conosce talmente bene che non a caso ha inserito l’area di Via Piagge Marine, comprensiva del manufatto mostruoso, tra gli immobili con cui fare cassa. La vicenda è conosciuta a livello nazionale perché MLIS è stato invitato a parlarne sui più importanti media, a cominciare dalla Rai, facendone un caso. L’Agesci, poi, se ne guarda bene dal definire quella colata di cemento Ecomostro, accarezzando per il verso giusto il pelo dei tecnici e degli amministratori responsabili del disastro. Addirittura va in loro soccorso, in quanto la petizione è finalizzata anche ad ottenere la concessione di un ulteriore contributo volto al completamento dell’opera. In perfetta linea, quindi, con le intenzioni di chi, a partire dal sindaco Andrea Campoli, dopo lo spreco dei circa 3milioni di euro, avrebbe voluto sprecare almeno altri 600mila euro.Una linea non solo deviante rispetto alle problematiche rappresentate da questo spreco economico che ha devastato l’ambiente di un’area unica, ma che addirittura va a creare degli alibi. I dirigenti locali dell’Agesci quali responsabilità stanno coprendo? Chi vogliono proteggere? Come fanno a chiedere che l’amministrazione comunale di Sezze provveda a rendere agibile la struttura, quando gli organi competenti superiori l’hanno dichiarata inagibile e quando addirittura è stata chiesta la restituzione del finanziamento? Non conoscono la storia dell’Ecomostro dal 2005 al 2015 o la loro posizione è di comodo? La proposta di MLIS resta quella di sempre, l’unica percorribile nell’interesse della collettività e la più economica: abbattere il manufatto di cemento e ripristinare le gradinate del progetto originario di Piacentini. Chiaramente se nel frattempo il complesso non verrà venduto a qualche privato dalla Regione. Fermo restando che tutti i responsabili di questo disastro, siano essi tecnici, siano essi amministratori, debbono essere chiamati a risponderne.
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