“Sebbene il lavoro da fare sia ancora molto e, in generale, non siano migliorate le condizioni dei Comuni che continuano a trovarsi di fronte ad una burocrazia sempre più rigida, il Rendiconto appena approvato dal Commissario Prefettizio dimostra il buon lavoro svolto nel 2014 dall’Amministrazione Delogu”. E’ quanto sostiene l’ex assessore Pierluigi Vellucci, in merito al rendiconto di gestione 2014, del Comune di Priverno. In una nota l’ex esponente della giunta Delogu afferma: “Rispetto all’anno precedente migliora la gestione di cassa, la cui importanza è resa strategica dalle norme riguardanti i trasferimenti erariali e dai vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Una direzione sulla quale è doveroso insistere, come per l’anticipazione di tesoreria, il cui ricorso deve continuare a diminuire progressivamente, per consegnare ai cittadini, alla fine, una macchina amministrativa che non si veda costretta ad indebitarsi per far fronte persino all’ordinaria gestione delle cose. Altra nota positiva è l’avanzo di competenza, 392.000 euro circa, grazie ad una accorta politica di contenimento della spesa pubblica, che scende, complessivamente, di quasi 6.000.000 di euro rispetto alle previsioni. L’avanzo di gestione si attesta su 162.000 euro circa e, come riportato sulla relazione al Rendiconto, benché esso rappresenti solo un indicatore finanziario, “evidenzia, comunque, un certo equilibrio gestionale, sia sulla base della competenza che su quella dei residui”. Sono stati inoltre mantenuti i 6 parametri positivi (su 10) di deficitarietà strutturale (maggiore è il numero di questi parametri positivi, migliore è lo stato di salute di un Ente e 6/10 è un buon risultato) ed è stato rispettato il patto di stabilità, evitando in questo modo le sanzioni derivanti da un eventuale sforamento. Tutto questo nonostante i vari avvicendamenti in ragioneria e nonostante il 2014 sia stato l’anno peggiore per le amministrazioni locali, che hanno visto scendere drasticamente le risorse derivanti dai trasferimenti statali. Diverso discorso, invece, merita la mole dei residui attivi e passivi dell’Ente, figlia di politiche del passato da dimenticare (l’ammontare dei residui di oggi è più o meno quello ereditato due anni fa dalla legislatura uscente) ma anche della difficile situazione generale in cui versano oggi i Comuni Italiani. Il lento incasso dei trasferimenti regionali, unitamente alla crisi economica che affligge le famiglie e che non permette loro di pagare i tributi locali, sui quali si regge la capacità di erogare servizi di un Comune, sono i fattori principali da cui dipende il mancato smaltimento dei residui passivi. Una situazione quindi che va ancora tenuta d’occhio, alla luce soprattutto dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento contabile, che segnerà un cambiamento epocale nella contabilità delle amministrazioni pubbliche. In ogni caso è da notare come nella gestione Delogu i residui non siano aumentati, tanto da far registrare, l’anno scorso, persino un’inversione di tendenza, segno che questa Amministrazione aveva intrapreso la strada giusta e stava risolvendo lentamente tutti i problemi del passato”.
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