Sei persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Roma, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Controlli della Finanza contro il lavoro nero: irregolarità in un ristorante e un autolavaggio
ROMA | Castel Giubileo, sequestrati 27mila metri quadrati sul Tevere: oltre un milione di euro di canoni non pagati
+++FLASH+++ SUD PONTINO | Traffico di droga, operazione dei Carabinieri: misura cautelare per 7 indagati
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, è stato eseguito questa mattina dal Centro Operativo Dia di Roma con il supporto della Questura e dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Le indagini, condotte tra febbraio e settembre 2026, avrebbero consentito di ricostruire il ruolo degli indagati nell’approvvigionamento dall’estero di ingenti quantitativi di cocaina destinati al mercato della zona est della Capitale.
Secondo quanto riferito dalla Dia, le attività di approvvigionamento e distribuzione sarebbero state gestite da due degli indagati, uno mentre si trovava in carcere e l’altro durante un periodo di latitanza in Spagna.
Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito alcune condotte estorsive finalizzate a ottenere il pagamento, da parte di trafficanti operanti nelle aree di San Basilio e Tufello, di un carico di 20 chilogrammi di cocaina che non sarebbe arrivato a destinazione perché, secondo quanto sostenuto dagli interessati, sequestrato dalle forze dell’ordine.
La somma richiesta sarebbe stata pari a 750mila euro.
L’attività investigativa è stata coordinata dalla DDA di Roma e si inserisce nel contrasto ai traffici di sostanze stupefacenti e alle condotte estorsive riconducibili, secondo l’ipotesi investigativa, a modalità di tipo mafioso.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.




