Due distinte organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti, operative tra la provincia di Latina e Roma, sono state individuate dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale. Dalle prime ore di questa mattina, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti e detenzione di droga ai fini di spaccio.
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L’operazione interessa Latina, San Felice Circeo, Sabaudia, Fondi, Pontinia e Torino. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia. Nella fase esecutiva sono impegnati anche i comandi territoriali dell’Arma, il Nucleo Elicotteri di Roma-Urbe e un’unità cinofila dei Carabinieri di Roma Santa Maria di Galeria.
Le indagini, condotte tra febbraio 2020 e settembre 2021, sono partite dai riscontri alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’attività di due associazioni ritenute autonome, entrambe attive nel territorio pontino e nella Capitale.
Secondo la ricostruzione investigativa, la prima organizzazione sarebbe stata diretta da un uomo originario di Fondi, che avrebbe gestito l’acquisto della droga, finanziato le attività e corrisposto compensi mensili fissi agli appartenenti al gruppo incaricati della commercializzazione. Uno dei componenti avrebbe inoltre messo a disposizione un immobile utilizzato come base logistica e deposito dello stupefacente.
Il sodalizio avrebbe adottato particolari precauzioni per evitare i controlli, utilizzando telefoni criptati, linguaggio in codice e applicazioni di messaggistica dedicate, rendendo più complessa l’attività degli investigatori.
La seconda organizzazione sarebbe stata invece guidata da due fratelli originari dell’Agro pontino, che avrebbero coordinato l’acquisto e la distribuzione della droga attraverso altri componenti del gruppo e due ulteriori indagati incaricati dello spaccio al dettaglio. Parte dei proventi illeciti sarebbe stata reinvestita per finanziare le attività dell’associazione, che secondo gli investigatori disponeva di consistenti risorse economiche e mezzi operativi.
Nel corso delle investigazioni erano già state arrestate sette persone in flagranza e denunciate altre cinque per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I Carabinieri avevano inoltre sequestrato oltre due chilogrammi di cocaina, tre chilogrammi di marijuana, 70 grammi di hashish e 7.200 euro in contanti, ritenuti possibile provento dell’attività illecita.
Contestualmente all’esecuzione delle sette misure cautelari, i militari stanno effettuando perquisizioni nei confronti dei destinatari dei provvedimenti e di altri quattro indagati.






