La Asl di Latina interviene sulle contestazioni della FP CGIL Frosinone-Latina relative alla gestione della mobilità interna del personale sanitario e difende la correttezza delle procedure adottate. A fornire i chiarimenti sono il dottor Stefano Mastrobattista, direttore sostituto della UOC Professioni Sanitarie – Dipartimenti non Ospedalieri, e il dottor Silviano Di Mauro, direttore della UOC Professioni Sanitarie – Rete Ospedaliera, che ribadiscono il rispetto della disciplina contrattuale e regolamentare vigente, delle esigenze di continuità assistenziale e dell’effettiva disponibilità di personale nelle strutture aziendali.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Dimensionamento scolastico, via libera al nuovo assetto Mattei-Galilei-Sani
LATINA | Don Agostino De Santis sarà ordinato sacerdote nella cattedrale di San Marco
LATINA | La città premiata per la Blue Economy: “Tutti al Mare” conquista il Blue Ambassador Award
Il primo chiarimento riguarda le graduatorie per la mobilità interna, che, secondo quanto precisato dai due dirigenti, sono state regolarmente approvate e pubblicate con la delibera numero 778 del 12 agosto 2026. Mastrobattista e Di Mauro spiegano che la struttura della procedura informatizzata dipende dalla presenza di diversi requisiti e criteri di valutazione stabiliti dal regolamento aziendale.
«Le graduatorie sono state regolarmente approvate e pubblicate con delibera 778 del 12/08/2026 – puntualizzano i due dirigenti –. L’articolazione della procedura informatizzata è strettamente correlata alla pluralità dei requisiti e dei criteri di valutazione previsti dal regolamento aziendale».
In particolare, la distanza chilometrica tra la sede di attuale assegnazione e quella richiesta incide per il 50% del punteggio complessivamente attribuibile. La restante metà viene determinata attraverso ulteriori parametri, tra cui la valutazione del curriculum e le condizioni personali e familiari espressamente previste dal regolamento.
Tra gli elementi considerati figurano le situazioni tutelate dalla Legge 104 del 1992, le condizioni riconducibili al rischio da stress lavoro-correlato e la presenza di figli minori. «La differenziazione dei parametri risponde, pertanto, all’esigenza di considerare una pluralità di condizioni oggettive e soggettive, secondo criteri predeterminati», spiegano Mastrobattista e Di Mauro.
Un altro punto della replica riguarda i trasferimenti effettuati prima della disponibilità delle graduatorie di mobilità. I dirigenti precisano che, in quella fase, sono state esaminate richieste di assegnazione e trasferimento già presenti agli atti, valutando la cronologia delle istanze, le motivazioni indicate dagli interessati e l’eventuale presenza di condizioni personali, familiari e sociali meritevoli di specifica considerazione.
La Asl interviene inoltre sulla questione del personale reclutato per le Case e gli Ospedali di Comunità e temporaneamente impiegato in sedi ospedaliere. Secondo quanto riferito dai due responsabili, al momento della presa di servizio le nuove strutture territoriali non erano ancora operative. Si sarebbe quindi reso necessario utilizzare temporaneamente alcuni operatori in altre articolazioni aziendali, per rispondere alle esigenze assistenziali dei servizi, particolarmente rilevanti durante il periodo estivo.
«Nelle more dell’effettiva attivazione di tali strutture, non ancora operative al momento della presa di servizio, si è reso necessario disporne l’utilizzazione temporanea del personale in altre articolazioni aziendali, al fine di contemperare le esigenze organizzative connesse alla progressiva apertura delle nuove strutture con le contingenti necessità assistenziali di alcuni servizi, particolarmente rilevanti durante il periodo estivo», chiariscono i dirigenti.
Con la progressiva attivazione delle strutture territoriali, aggiungono Mastrobattista e Di Mauro, il personale temporaneamente impiegato presso altre sedi ha ripreso servizio nelle rispettive strutture di assegnazione.
La replica si conclude con un richiamo al ruolo della mobilità interna nell’organizzazione del personale sanitario e alla necessità di conciliare le esigenze dei dipendenti con quelle dei servizi assistenziali.
«La nostra Azienda Sanitaria riconosce l’importanza delle procedure di mobilità interna quali strumenti di valorizzazione delle risorse professionali e di contemperamento delle esigenze dei dipendenti con quelle organizzative e assistenziali, secondo principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa», concludono Stefano Mastrobattista e Silviano Di Mauro.




