Legalità, diritto alla casa e rigenerazione urbana al centro dell’intervento dell’architetto apriliana Giovanna Porrino, coordinatrice del comitato ProgettoCivicoAprilia e membro del Direttivo nazionale di ProgettoCivicoItalia, durante gli Stati Generali del movimento guidato da Alessandro Onorato, svoltisi dal 23 al 25 ottobre all’Hotel Shangri-La di Roma.
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Tre giornate di confronto politico e laboratori tematici dedicate alla definizione del programma del movimento, con la partecipazione di rappresentanti di diverse forze politiche nazionali. Tra gli intervenuti Enzo Maraio, Giorgio La Malfa, Angelo Bonelli, Stefano Bonaccini, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni. Nella giornata conclusiva Onorato ha presentato le linee guida e le priorità emerse dai tavoli di lavoro.
Tra le iniziative anche la prima riunione ufficiale dei Giovani di ProgettoCivicoItalia, alla quale ha partecipato una delegazione di Aprilia guidata dal referente Stefano Iannotta.
Nel suo intervento, Porrino ha richiamato la situazione di Aprilia, Comune commissariato a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose e atteso al voto nella primavera del 2027, sottolineando la necessità di ripartire dai territori. «Proprio da territori come il nostro, che hanno un profondo bisogno di riscatto, legalità e buona amministrazione, deve ripartire l’azione concreta», ha dichiarato.

Particolare attenzione è stata dedicata alle politiche abitative. «La casa è il primo luogo della democrazia quotidiana. Servono tre priorità: mettere in sicurezza gli edifici esistenti, recuperare gli alloggi pubblici vuoti e legare risparmio energetico e qualità dell’abitare», ha spiegato Porrino.
L’architetto ha inoltre proposto la costituzione, all’interno di ProgettoCivicoItalia, di un Comitato delle Professioni Tecniche che riunisca architetti, ingegneri, geometri, geologi, agronomi e periti, con l’obiettivo di contribuire alla semplificazione delle norme e alla definizione di procedure più chiare. A livello nazionale ha auspicato anche l’istituzione di un Ministero dell’abitare e della qualità del vivere urbano.
«Non servono scorciatoie derogatorie, ma capire i processi attualizzandoli così da prevenire invece di ricostruire e riusare invece di espandere», ha concluso Porrino, indicando nella prevenzione e nel recupero del patrimonio esistente le priorità per le politiche urbane.





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