Chiarire le regole europee sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio per evitare che la loro applicazione comporti oneri e responsabilità sproporzionati per le imprese del settore ortofrutticolo. È quanto chiede l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sulle criticità legate al nuovo Regolamento PPWR.«Ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere chiarimenti su alcune criticità ancora aperte nell’applicazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che rischiano di tradursi in oneri e responsabilità sproporzionati per le imprese del settore ortofrutticolo», spiega De Meo.Tra i punti sollevati dall’europarlamentare c’è la possibilità che le aziende ortofrutticole che acquistano imballaggi standardizzati, già progettati, fabbricati e certificati dall’industria, possano essere considerate automaticamente fabbricanti soltanto perché appongono sugli stessi il proprio nome o logo, pur senza modificarne caratteristiche o conformità.«Tra le questioni sollevate – prosegue De Meo – c’è il rischio che le imprese ortofrutticole che acquistano imballaggi standardizzati, progettati, fabbricati e certificati dall’industria possano essere considerate automaticamente “fabbricanti” per il solo fatto di apporvi il proprio nome o logo, pur senza modificarne caratteristiche o conformità».L’interrogazione punta inoltre a ottenere chiarimenti sulle modalità dei controlli relativi ai limiti di PFAS e metalli pesanti e sulla proposta di stabilire in 50 il numero minimo di cicli di riutilizzo delle cassette destinate al settore ortofrutticolo. Secondo De Meo, quest’ultimo parametro rischierebbe di non considerare adeguatamente le esigenze connesse all’igiene e alla sicurezza alimentare.«La sostenibilità e il riutilizzo degli imballaggi sono obiettivi condivisibili, ma se vogliamo davvero perseguire la semplificazione dobbiamo eliminare le incertezze interpretative e garantire che gli obblighi previsti dal PPWR tengano conto delle specificità delle filiere. Dobbiamo evitare che norme pensate per tutelare l’ambiente si traducano in nuovi costi e complicazioni burocratiche per le imprese», conclude Salvatore De Meo.
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