Il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo replica all’interrogazione sulla stazione ferroviaria sottoscritta da AVS, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista, contestando la ricostruzione proposta dalle forze politiche e richiamando gli atti che, secondo l’Amministrazione, hanno definito negli anni il futuro dello scalo di Guidonia Centro.
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Al centro della risposta c’è il Piano del Trasporto Pubblico del Bacino Metropolitano 2024. Lombardo sostiene che il riferimento alla stazione contenuto nel Quadro Conoscitivo abbia natura ricognitiva e non rappresenti una previsione della Città Metropolitana sulla coesistenza delle due stazioni. Secondo il sindaco, la programmazione del trasporto ferroviario regionale compete invece alla Regione Lazio.
La risposta ripercorre quindi gli atti relativi al progetto di raddoppio ferroviario. Lombardo ricorda che il Consiglio comunale approvò gli interventi di competenza nel 2009 e nel 2015 e che il Piano Regionale della Mobilità del 2014 riportava la previsione della nuova stazione di Guidonia Colle Fiorito e della soppressione di quella precedente.
Per l’Amministrazione, dunque, non sarebbe stato necessario inviare a RFI atti finalizzati a bloccare la dismissione dello scalo storico, poiché gli interventi in corso deriverebbero da un percorso programmatorio e autorizzativo definito negli anni precedenti.
Lombardo riconosce infine la presenza di criticità nella nuova stazione e riferisce che il Comune sta lavorando sui problemi legati alla sosta e sulla realizzazione di nuovi collegamenti e accessi da via Roma e via Longarina. Le valutazioni tecniche contenute nella risposta, precisa il sindaco, sono state condivise con l’ingegnere Marco Rettighieri, delegato alle questioni relative alla ferrovia e alla stazione di Guidonia.


