Il rapporto tra amministrazione comunale e comunicazione negli ambienti social finisce al centro dell’intervento di Arcangelo Palmacci, segretario provinciale e locale di Azione, che critica il modo in cui a Terracina vengono raccontati pubblicamente anche gli interventi di ordinaria amministrazione.
Leggi sullo stesso argomento
TERRACINA | Democrazia e Futuro aderisce a Europeisti.eu: nasce l’Hub provinciale
TERRACINA | Monte Leano e Campo Soriano, il PD propone la riqualificazione dell’area I Tre Pozzi
LATINA | Isole di calore, Carnevale: «Oltre tre ettari di suolo resi permeabili»
Secondo Palmacci, negli ultimi tempi si sarebbe consolidata una tendenza a trasformare in contenuti social operazioni come la sistemazione di una buca, la pulizia di una strada, l’installazione di un cartello o di un dissuasore di velocità. Una modalità di comunicazione che, a suo giudizio, rischierebbe di spostare l’attenzione dal risultato concreto al racconto dell’intervento.
Il segretario di Azione sottolinea inoltre come questa dinamica possa aver modificato anche il comportamento dei cittadini, sempre più portati a utilizzare Facebook e gli altri social come strumenti di segnalazione di problemi legati a viabilità, degrado, manutenzione e decoro urbano. Alla base, secondo Palmacci, ci sarebbe la percezione che una fotografia pubblicata online possa ottenere più attenzione rispetto a una segnalazione inoltrata attraverso i canali istituzionali.
Da qui la critica al rapporto tra cittadino e Comune, che dovrebbe invece fondarsi su procedure chiare, risposte tempestive e capacità di verificare e risolvere i problemi segnalati. Palmacci contesta anche l’atteggiamento che, a suo dire, porterebbe talvolta a liquidare come polemica o propaganda le osservazioni critiche rivolte all’amministrazione.
Per Azione, la comunicazione dovrebbe arrivare al termine di un percorso fatto di programmazione, atti amministrativi, interventi e verifica dei risultati, senza sostituirsi all’attività di governo. Il giudizio sull’operato di un’amministrazione, conclude Palmacci, non dovrebbe quindi dipendere dal numero di post pubblicati o dai consensi ottenuti sui social, ma dalla capacità concreta di migliorare la città e rispondere alle esigenze dei residenti.


