
Il teatro diventa uno spazio di riflessione sull’utopia, sul denaro e sulla crisi delle ideologie con “Pluto. O il dono della fine del mondo”, lo spettacolo del Gruppo della Creta in programma giovedì 8 ottobre alle ore 18 alla Sapienza Università di Roma.
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L’appuntamento rientra nella seconda edizione del Festival della Sapienza, intitolata “Dare corpo alla dignità”, che si svolgerà dal 5 al 9 ottobre 2026. La rappresentazione sarà ospitata nell’Ex Dopolavoro, presso l’aula EP01L007 al primo piano.
Tratto dal “Pluto” di Aristofane, lo spettacolo è firmato da Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti, con la regia di Alessandro Di Murro. Sul palco Matteo Baronchelli, Alessandro Di Murro, Alessio Esposito, Amedeo Monda e Laura Pannia. Le musiche originali sono composte da Amedeo Monda.
Al centro dell’opera c’è un interrogativo destinato ad attraversare epoche e sistemi politici: che cosa accadrebbe se tutti fossero ricchi e liberi dalla necessità di lavorare? Nella commedia di Aristofane, Cremilo restituisce la vista a Pluto, dio cieco della ricchezza, affinché il denaro possa essere assegnato alle persone giuste invece che ai corrotti. Il progetto conduce però a una distribuzione senza limiti, capace di rendere tutti ricchi.
A opporsi a questa prospettiva è Povertà, che rivendica il bisogno come forza in grado di alimentare l’impegno, il lavoro e l’iniziativa umana. Da questo confronto prende forma una lettura contemporanea nella quale Pluto richiama l’idea di un comunismo ideale, mentre Povertà assume i tratti del capitalismo.
Seguendo l’ironia e la forza critica di Aristofane, il Gruppo della Creta evita tuttavia di aderire a una delle due visioni. Lo spettacolo mette in discussione entrambe, indagando il fallimento delle ideologie e la possibilità di immaginare una strada nuova. Una riflessione teatrale sulle contraddizioni dell’umanità, capace di sbagliare ma, forse, di farlo ogni volta in modo diverso e più consapevole.


