Dai Monti Lepini all’isola di Procida. È il viaggio di “La Coppa”, cortometraggio scritto da Antonio Muro insieme a Eleonora Russo, che ne ha curato anche la regia, e che ora approda al Procida Film Festival.
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Il film è tra le 23 opere selezionate per la XIV edizione della manifestazione in corso sull’isola partenopea e sarà proiettato sabato 26 settembre alle 17 alla Procida Hall.
È una nuova tappa per un progetto che aveva già attirato l’attenzione nel 2025, quando la troupe aveva raggiunto Bassiano e Sezze, trasformando alcuni scorci dei due centri lepini in set cinematografici.
A impreziosire il corto c’è un cast che mette insieme interpreti giovani e attori di grande esperienza. Accanto alle gemelle Lea e Vera Borniotto, infatti, ci sono Giorgio Colangeli, volto noto del cinema, della televisione e del teatro italiano, vincitore di un David di Donatello, di un Nastro d’Argento e del Premio Flaiano, e Marina Eianti.

La selezione al festival di Procida conferma il percorso intrapreso da “La Coppa”: le 23 opere in concorso sono state scelte tra oltre 120 lavori provenienti da 17 Paesi.
Particolarmente significativo, poi, il tema scelto per l’edizione 2026 del festival: “Cineturismo e valorizzazione del territorio”. Un filo che lega idealmente Procida ai luoghi in cui il cortometraggio è stato realizzato. Le immagini di “La Coppa” portano infatti Bassiano e Sezze dentro un circuito cinematografico più ampio, dando nuova visibilità ai paesaggi e alle atmosfere dei Monti Lepini.
Ma al centro del film non c’è soltanto il territorio. C’è soprattutto una domanda, quella sull’identità e sul modo in cui lo sguardo degli altri finisce per influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi.
Chi sono io, al di là dell’immagine che gli altri mi restituiscono? È intorno a questo interrogativo che si sviluppa “La Coppa”, un racconto che parte da una condizione molto comune: il bisogno di essere visti, riconosciuti, definiti e il momento in cui quell’immagine non coincide più con ciò che sentiamo di essere.
«Ogni giorno, con le nostre azioni, le nostre parole e persino con le nostre intenzioni, cerchiamo di essere visti, riconosciuti», raccontano Antonio Muro ed Eleonora Russo, autori del cortometraggio. «Spesso, senza rendercene conto, affidiamo agli altri il potere di definirci. “La Coppa” nasce proprio da questa domanda: cosa accade quando non ci ritroviamo nell’immagine che il mondo ci restituisce? Come facciamo a capire chi siamo davvero?».
Un interrogativo che gli autori, amici prima ancora che colleghi, hanno condiviso per oltre due anni, attraverso un lungo lavoro di scrittura e riscrittura. Poi la regia, affidata alla stessa Russo, ha trasformato quel percorso in un’opera dalla dimensione intima e visionaria, portando sullo schermo una storia costruita nel tempo e sedimentata attraverso numerosi passaggi.
E proprio il tempo è una delle parole chiave di questo progetto. Per Antonio Muro, il momento della prima proiezione assume un significato ancora più particolare perché arriva proprio a Procida, il luogo in cui è cresciuto. È qui che prende corpo un sogno coltivato per oltre due anni, rendendo questa tappa particolarmente emozionante.
Per Eleonora Russo, invece, Procida rappresenta l’occasione per vedere finalmente il lavoro incontrare il pubblico e proseguire il suo percorso fuori dai luoghi in cui è nato. Un percorso che parte dai Lepini e arriva sull’isola del cinema, mantenendo al centro quella domanda sull’identità dalla quale tutto è cominciato.
«Ringrazio il Procida Film Festival per questa possibilità», conclude un’emozionata Russo, «e auguro tutto il meglio a quanti lavorano al progetto di un’isola del cinema».



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