Quarantadue artiste e 60 opere per indagare il corpo come luogo di esperienza, identità, memoria e trasformazione. Dal 28 settembre al 22 novembre 2026 la Casa Museo Hendrik Christian Andersen ospita la mostra “Artiste Contemporanee a Casa Andersen – Il corpo come dimora”.
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L’esposizione, curata da Nicoletta Castellaneta, Luisa Catucci e Giuseppe Simone Modeo, è stata ideata e organizzata dall’Associazione Ars Nova per la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, diretta da Maria Giuseppina Di Monte e afferente all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, guidata da Luca Mercuri.
Il progetto prende forma negli spazi di Villa Hélène, costruita dallo stesso Hendrik Christian Andersen a partire dal 1922 non soltanto come abitazione e studio, ma come parte della sua più ampia visione di una “città mondiale”, nella quale arte, scienza e pensiero potessero contribuire alla costruzione di una società armonica.
Proprio dal confronto con la concezione del corpo presente nell’opera di Andersen prende le mosse la mostra. Alla figura umana ideale, monumentale e armonica dello scultore vengono affiancati corpi attraversati dall’esperienza, dalla memoria, dall’identità, dalla vulnerabilità, dal desiderio e dalla trasformazione.
Attraversando il piano terra, le sale del primo piano e lo spazio espositivo del secondo, il percorso costruisce una sorta di città temporanea e plurale, nella quale le opere contemporanee entrano in relazione con l’architettura della casa e con la presenza monumentale delle sculture di Andersen.
Se nella ricerca dello scultore il corpo diventa misura, equilibrio e tensione verso un ordine superiore, nel secondo Novecento e nella contemporaneità assume nuovi significati. Non è più soltanto oggetto di rappresentazione, ma diventa materia, linguaggio ed esperienza, attraverso cui interrogare la presenza nel mondo, le forme dell’identità e la memoria individuale e collettiva.
Le opere selezionate restituiscono questa pluralità attraverso pittura, scultura, fotografia, performance, installazione e sperimentazione concettuale. Il corpo emerge così non come immagine unica e definitiva, ma come uno spazio mobile attraversato da esperienze e significati differenti.
Tra le 42 protagoniste figurano Louise Bourgeois, Vanessa Beecroft, Marlene Dumas, Tracey Emin, Leonor Fini, Sarah Lucas, Meret Oppenheim, ORLAN, Gina Pane, Carol Rama, Pipilotti Rist e Kiki Smith, insieme a numerose altre artiste appartenenti a generazioni e percorsi differenti.
Complessivamente, 60 opere dialogano con la collezione permanente e con gli ambienti di Villa Hélène. Se Andersen immaginava una città ideale fondata sull’armonia e sull’ordine, l’esposizione propone una molteplicità di sguardi, esperienze e linguaggi, utilizzando il corpo come punto di partenza per interrogare il presente e ripensare il rapporto tra individuo, spazio e mondo.






